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Lotta all’inflazione: la Bce non molla e alza i tassi al 3%

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Tutto come previsto o forse come volevano i “falchi”del Nord- Europa, Germania compresa. Infatti la Bce ha deciso di alzare i tassi d’interesse di mezzo punto percentuale, portando il tasso sui rifinanziamenti principali al 3%, quello sui depositi al 2,50%, e quello sui prestiti marginali al 3,25%. Vista la pressione dell’inflazione, il consiglio direttivo intende aumentare i tassi di altri 50 punti base al suo prossimo meeting a marzo.

Nel comunicato la Bce mette in evidenza che continuerà ad innalzare i tassi di interesse “significativamente”, mantenendo così l’ avverbio utilizzato per segnalare la determinazione ad innalzare con decisione il costo del denaro. L’Eurotower conferma, come comunicato a dicembre, che il portafoglio App (il programma di acquisti di titoli) calerà di 15 miliardi al mese dall’inizio di marzo alla fine di giugno 2023, e la riduzione successiva sarà decisa nel tempo. In particolare, per quanto riguarda il programma di acquisti pandemico Pepp, il Consiglio direttivo intende reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza almeno fino alla fine del 2024.

E dopo che avrà iniziato a ridurre da marzo i reinvestimenti nei bond acquistati tramite il programma App per circa 15 miliardi al mese, condurrà i restanti reinvestimenti in titoli di Stato “in proporzione alla quota di rimborsi per ogni Paese”. L’attività economica nell’area euro, nonostante la crescita dello 0,1% nel quarto trimestre 2022, “è rallentata notevolmente e ci aspettiamo resti debole nel breve termine”, ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, in conferenza stampa, indicando nell’incertezza politica, nella guerra e nell’alta inflazione i fattori che continueranno a frenare la crescita, prima di una successiva ripresa. I rischi per lo scenario d’inflazione sono diventati ora “bilanciati”: Christine Lagarde ha così abbandonato l’espressione, usata fino al Consiglio direttivo di dicembre, secondo cui tali rischi erano “al rialzo”.

Poi una ammissione: “Le banche dell’Eurozona stanno frenando nettamente i prestiti alle aziende”. In ogni caso, gli aiuti dei governi per proteggere l’economia dagli aumenti dei prezzi dell’energia dovrebbero essere “mirate e incentivare a consumare meno energia”, ha sottolineato alla fine della conferenza stampa.

Anche la Fed rallenta ma non molla. La banca centrale americana ha alzato i tassi di interesse dello 0,25%, portandoli ai massimi dal settembre del 2007, ma avverte: ci saranno ulteriori rialzi, perché la battaglia contro l’inflazione non è finita. “Abbiamo ancora del lavoro da fare” visto che pur avendo rallentato l’inflazione resta ancora “elevata”, ha affermato Jerome Powell, sottolineando che probabilmente ci sarà bisogno di un altro “paio di rialzi” prima di una pausa per verificare i pieni effetti dei rialzi del costo del denaro sull’economia e raggiungere una politica monetaria appropriatamente restrittiva, che sarà necessaria per diverso tempo per centrare l’obiettivo del 2%. “Ridurre l’inflazione implicherà una crescita economica sotto gli standard e un rallentamento del mercato del lavoro”.

Rodolfo Ricci Conquiste del Lavoro

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