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Lista nera

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Il segretario CDLS Beccari ai lavori della commissione d’inchiesta dell’Oil. Denunciate gravi violenze contro i movimenti sindacali.

San Marino, 11 giugno 2005

Cina, Colombia e Guatemala sono finiti nel mirino dell’’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Lo fa sapere il segretario della CDLS, Marco Beccari, membro della speciale commissione d’inchiesta dell’Oil.

Dai lavori della 93° sessione dell’Oil, in corso in questi giorni a Ginevra, Il fatto clamoroso è stata l’esclusione della Cina dal Consiglio di Amministrazione per nomina sindacale.
”Abbiamo votato – spiega Beccari – in 135, la Cina ha raggiunto il quorum ma è arrivata ultima con 77 preferenze. Naturalmente sull’esclusione della Repubblica popolare cinese ha pesato l’assenza in questo paese dei più elementari diritti sindacali”.

Sotto esame della commissione d’inchiesta dell’Oil sono una trentina di Paesi che non hanno applicato le convenzioni internazionali in materia di lavoro. “E’ emerso – afferma sempre il segretario della CDLS – il caso della Colombia, che è stata ufficialmente accusata per la mancata applicazione dell’art. 87, che riguarda il rispetto dei diritti sindacali.
Nel 2004 decine di sindacalisti sono stati uccisi, ed i casi di violenza ed intimidazione aumentano progressivamente. Gli omicidi restano impuniti ed il culmine si è registrato con l’assassinio di un segretario generale di una delle organizzazioni sindacali colombiane. La risoluzione che è stata adottata prevede l’invio di una delegazione tripartita di esperti che si incontrerà le autorità e le organizzazioni sociali del paese Sudamericano per una verifica più approfondita dei gravissimi episodi denunciati”.

Nel mirino dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro è finito anche il Guatemala. “In questo Paese – continua Beccari – avvengono omicidi ed episodi di violenza, 42 nel 2004. E si segnalano continui arresti di dirigenti sindacali senza precisi capi di accusa”.

Lotta alla povertà, parità dei diritti e responsabilità sociale delle imprese nell’era della globalizzazione: sono alcuni temi al centro dei lavori di questa 93° conferenza. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro, che fa parte del sistema di agenzie delle Nazioni Unite, rappresenta governi, sindacati e associazioni imprenditoriali di 177 Paesi.

Sono 4 i principi cardine su cui si basa l’Oil (nata nel 1919 alla fine della prima guerra mondiale).
Primo: il lavoro non è una merce.
Secondo: la libertà di espressione e di associazione sono essenziali per un progresso durevole.
Terzo: la povertà costituisce sempre un pericolo per la prosperità generale.
Quarto: la lotta alla miseria richiede di essere portata avanti con vigore in di ogni paese e attraverso sforzi internazionali continuativi e concertati, in cui i rappresentanti dei lavoratori e degli imprenditori alla pari di quelli dei governi si riuniscano in libere discussioni e democratiche decisioni nel quadro della promozione del benessere comune.

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