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Sulle pensioni il Segretario alla Sanità accusa il sindacato di mentire. Pronta la replica di Marco Beccari (CDLS)

San Marino, 22 marzo 2005

Pensioni e bugie. Il Segretario di Stato alla Sanità sui giornali di martedì 22 marzo ha accusato il sindacato di raccontare menzogne sulla riforma previdenziale.

E in particolare sull’intenzione del governo di ridurre del 50% le future pensioni: “Sono falsità – ha dichiarato l’esponete del governo -che nessuno deve permettersi di dire”.

Pronta la replica del segretario della CDLS, Marco Beccari: “Con atteggiamenti così rissosi non si va da nessuna parte. La realtà dei fatti è purtroppo lontana dalle roboanti dichiarazioni che ho letto sulla stampa. Durante l’ultima riunione sulla riforma pensionistica con i tecnici e gli esperti nominati dalla Segreteria alla Sanità, ho formulato all’esperto in materia attuariale una precisa domanda sulla differenza tra calcolo retributivo e calcolo contributivo. Questa: con l’attuale calcolo retributivo e dopo 35 anni di anzianità il lavoratore percepisce l’85% della retribuzione media degli ultimi 5 anni, cosa percepirebbe approssimativamente invece con il calcolo contributivo? La risposta dell’esperto è stata questa: meno del 50%”.

Beccari aggiunge che alla riunione era presente una nutrita delegazione sindacale: “Eravamo in dodici, come gli apostoli, e abbiamo sentito tutti benissimo, c’erano poi i rappresentati delle categorie imprenditoriali, più naturalmente il Segretario di Stato alla Sanità e gli esperti da lui nominati”.

Insomma, chi mente? Il segretario della Confederazione Democratica lancia una proposta: “Sono pronto a sottomettermi al verdetto della macchina della verità, non so altri”.

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