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Licenziamenti d’agosto

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Sindacato impegnato nella rioccupazione dei lavoratori della Texile e Lams. Ma si aprono tre nuove vertenze.

San Marino, 24 agosto 2005

Tra fallimenti e posti di lavoro a rischio resta caldo il fronte occupazionale. La Federazione Lavoratori Industria della CSU è alle prese con nuove vertenze.

Si tratta di tre imprese che hanno complessivamente chiesto una riduzione di personale che interessa 12 dipendenti. Il caso più spinoso è quello della Data Print Grafic, azienda poligrafica di Faetano che ha richiesto 9 licenziamenti. La Federazione Lavoratori Industria della CSU ha già espresso forte perplessità di fronte a questa iniziativa e per la giornata di venerdì 26 agosto è in programma il primo incontro con i vertici della società Data Print Grafic e dell’Assoindustria per approfondire le motivazioni imprenditoriali che hanno spinto la ditta di Faetano, che occupa 40 lavoratori, a chiedere il taglio di personale.

Le altre due vertenze riguardano l’azienda che opera nel settore elettrico Cimel, con 2 richieste di licenziamenti, e la Isagrid, impresa del settore meccanico, che ha chiesto la riduzione di un dipendente.

Il sindacato è inoltre impegnato sul fronte della rioccupazione per i 14 dipendenti della Texile di Galazzano e gli 11 della Lams di Gualdicciolo.
Le due aziende hanno chiuso i battenti lo scorso mese di luglio dichiarando fallimento e per i 25 lavoratori licenziati sono è già scattati gli accordi di mobilità e cassa integrazione.
Restano comunque aperti una serie di problemi dal momento che a questi lavoratori non sono stati corrisposti alcuni stipendi, la tredicesima e il Tfr, pari a circa quattro mensilità.
E’ poi urgente un piano di intervento che assicuri il pieno reinserimento dei lavoratori licenziati nel mercato occupazionale sammarinese, a partire dalle richieste di lavoro presenti all’Ufficio di Collocamento.
Una prima positiva risposta è arrivata per quasi tutti gli ex dipendenti della Lams, che sono stati rioccupati, mentre si presenta più difficile l’inserimento lavorativo per i dipendenti della Texile, quasi tutte donne con diversi anni di anzianità.

Rimane infine tutto da chiarire il fallimento delle società di Galazzano e Gualidcciolo.
Come mai queste due aziende che hanno dichiarato problemi finanziari ma comunque ad alta produttività ed occupazione, hanno di punto in bianco deciso di chiudere i battenti? Interrogativo che per la Federazione Industria non trova certo risposta nella crisi dei mercati internazionali, ma che dovrà essere adeguatamente approfondito dai curatori fallimentari nominati dal Tribunale.

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