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Lezione di stile

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L’assemblea dei bancari decide di lavorare il 23 e 30 dicembre. Ma vanno pagati come festività.

San Marino, 20 dicembre 2005

Banche aperte durante le festività natalizie. L’hanno deciso i dipendenti riuniti in assemblea martedì 20 dicembre a Valdragone. Per il sindacato una scelta di responsabilità nei confronti degli utenti.

Con 140 voti favorevoli e 99 contrari, i dipendenti delle banche aderenti all’Associazione Bancaria Sammarinese (ABS) hanno deciso di andare a lavorare nelle giornate del 23 e 30 dicembre.

“Anche questa volta i dipendenti bancari, al contrario dei vertici dell’ABS, hanno dimostrato grande ponderazione e senso di responsabilità – sottolinea Gianluigi Giardinieri segretario della FCS- CDLS – la decisione di recarsi regolarmente al lavoro nonostante il diritto di considerare festivi il 23 ed il 30 dicembre è una sonora lezione di stile per chi si riempie la bocca termini quali concertazione e dialogo sociale, ma alla prima occasione di mettere in pratica quanto detto si affida a consulenti di parte per vedere affermate le proprie decisioni”.

L’assemblea che ha visto la massiccia partecipazione dei dipendenti delle Banche “storiche” associate all’ABS, ha deliberato di attivare immediatamente tutte le necessarie iniziative a tutela dei diritti negati e per promuovere le necessarie vertenze collettive, se necessario, anche di tipo legale.
In sostanza, per i dipendenti bancari i giorni del 23 e 30 restano festivi e quindi, una volta riconosciuto in maniera formale questo principio, rivendicheranno il riconoscimento economico conseguente alle giornate lavorate.

“Ovviamente – interviene Paolo Zafferani, segretario della FULEA-FULSAC CSdL – il fatto che i dipendenti abbiano responsabilmente deciso di recarsi al lavoro non pregiudica in alcun modo le rivendicazioni in corso che ribadiamo essere assolutamente corrette e dovute; la decisione dell’assemblea di mantenere aperti gli sportelli nelle giornate festive del 23 e del 30 dicembre non è certamente un passo indietro ma un forte e concreto atto di responsabilità nei confronti degli utenti e delle controparti. I lavoratori ed il Sindacato hanno, per l’ennesima volta dato una lezione a chi pretende di insegnare agli altri.”

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