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L’economia sammarinese va al rallentatore

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L’economia sammarinese va al rallentatore

Il Rapporto sull’Occupazione del settore privato curato dall’Ufficio Studi CDLS conferma anche nel 2003 una bassa crescita dei posti di lavoro.

San Marino, 16 febbraio 2004

L’economia biancazzurra deve fare i conti con la stagnazione: dopo 15 anni di crescita costante, il tasso occupazionale sammarinese ha fatto registrare anche nei 12 mesi del 2003 un modesto più 2 per cento.

Percentuale accompagnata anche dal calo del numero dei lavoratori frontalieri. Lo dicono i numeri della nona edizione del Rapporto sull’Occupazione del settore privato elaborati annualmente dall’Ufficio Studi della CDLS.
“Anche questa edizione del Rapporto sull’Occupazione impone al movimento sindacale riflessioni di prospettiva – osserva il segretario della CDLS, Marco Beccari – La forza dei numeri ci costringe a fare conti con scenari fino a ieri inediti per la nostra Repubblica, a partire dalla conferma di una stagnazione economica che nell’ultimo biennio ha rallentato l’aumento dei posti di lavoro”.

Il responsabile Ufficio Studi della CDLS, Giorgio Busignani, spiega che il primo dato che fa riflettere è la conferma di una minor crescita dei posti di lavoro anche durante i 12 mesi del 2003, dopo che nell’anno 2002 la crescita occupazionale è risultata la più bassa degli ultimi 15 anni. Siamo dunque di fronte ad un biennio che ha fatto registrare un’inversione di tendenza rispetto al boom occupazionale di tutti gli anni ’90”.

Tutto ciò apre nuovi scenari nella gestione del mercato del lavoro e, in seconda battuta, sulle dinamiche di finanziamento del sistema previdenziale. “E’ evidente che – prosegue Busignan i- con crescite più modeste dei posti di lavoro risulterà più problematico rispondere all’annuale flusso interno di domanda occupazionale, senza dimenticare che da tempo la pubblica Amministrazione, con il blocco delle assunzioni, non offre più sbocchi lavorativi. Inoltre le percentuali di crescita attorno al 2% non garantiscono più un equilibrio tra lavoratori e pensionanti tale da mantenere attivo il fondo previdenziale”.

Al ridimensionamento della crescita occupazionale generale, il dossier statistico fa emergere anche la flessione del fenomeno del frontalierato. Dopo una crescita ininterrotta che ha caratterizzato gli ultimi vent’anni, il numero dei lavoratori di oltre confine è diminuito di 95 unità. “Anche questa cifra – conclude il responsabile dell’Ufficio Studi- impone riflessioni nuove sulla gestione del mercato occupazionale: le cause infatti sono ancora tutte da capire. Non va comunque sottovalutato il dato positivo relativo alle risposte occupazionali date alla domanda interna. I sammarinesi e residenti sono cresciuti di quasi 400 unità e, soprattutto, è aumentata la qualità di tali risposte poiché il tasso di copertura della professionalità medio alte sta costantemente incrementando”.

 
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