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L’economia sammarinese resta nel tunnel

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Anche il primo trimestre 2004 è all’insegna della crisi. Il segretario industria della CDLS: “Per rilanciare lo sviluppo serve la politica della concertazione”.

San Marino, 15 maggio 2004

Prosegue la crisi dell’economia sammarinese. “Anche il 2004 – afferma Giorgio Felici – non è cominciato bene, ma ancora non si vedono strategie per uscire dal tunnel”.

Il segretario della Federazione industria della CDLS si riferisce ai recenti dati della periodica indagine dell’Associazione Industriali su un campione di 40 aziende.

Nei primi tre mesi del 2004, rivela lo studio Anis, l’economia del Titano è rimasta bloccata. Il settore chimico ha fatto registrare un calo dell’11%. Non si arresta poi il trend negativo del settore abbigliamento. Male anche il settore meccanico, che è calato del 7%. Gli unici due settori in cui il fatturato è in crescita sono il carta e legno, con un più 6% e il settore misto con più 6,5%. Più in generale, conclude l’indagine, dopo il calo di fatturati del 2002, pari a un meno 5%, il 2003 è stato un anno di stagnazione, ma con margini di guadagno più ridotti. E anche il 2004 non è cominciato bene e le aspettative non sono rosee.

“A queste cifre – afferma il segretario della Federazione Industria CDLS – va comunque aggiunto il dato confortante dell’aumento occupazionale: 200 unità in più nel primo trimestre 2004. Ma anche qui l’impegno potrebbe essere maggiore. Sappiamo, ad esempio, che una ventina di aziende ad alta occupazione hanno presentato nuovi piani industriali per sviluppare la loro produzione a San Marino, eppure sono ancora in attesa di una risposta dal versate politico. Tornando ai dati sul fatturato delle imprese, – chiude Felici – la nostra economia rallenta perché mancano scelte condivise da tutti i protagonisti del sistema socio-economico. Va insomma rilanciato il tavolo della politica dei redditi, va aperta una stagione della concertazione per ritrovare un filo comune sui grandi temi del lavoro, delle pensioni e dello Stato Sociale”.

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