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Lavoro e diritti negati: le cifre della vergogna

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Il segretario della CDLS, Marco Beccari, partecipa alla 92° Conferenza Internazionale del Lavoro.

San Marino, 2 giugno 2004

“Purtroppo sono molti i Paesi che violano i più elementari diritti dei lavoratori”, afferma il segretario della CDLS, Marco Beccari, in questi giorni a Ginevra per seguire la 92° Conferenza Internazionale del Lavoro.

La Conferenza, che conclude il 17 di giugno, è l’evento più importante che realizza ogni anno l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), unico meccanismo tripartita del sistema delle Nazioni Unite nel quale sono rappresentati governi, sindacati e lavoratori di ogni paese.

“Per noi sindacalisti i lavori preparatori sono iniziati lunedì primo giugno – racconta Beccari – con la riunione di tutte le organizzazioni aderenti alla CISL Internazionale, e per la nomina dei Coordinatori dei gruppi presenti nelle varie Commissioni. Erano presenti Guy Ryder, segretario Generale della Cisl Internazionale unitamente al Presidente Roy Trotman”.

Il segretario della CDLS ha quindi partecipato ai lavori della commissione che si occupa dell’applicazione delle norme.
Lunga la lista-nera dei Paesi che calpestano i diritti dei lavoratori: “I lavori della commissione sono iniziati con una prima discussione generale sui casi che riguardano i Paesi che hanno violato le Convenzioni Internazionali sottoscritte in materia di lavoro. I casi riguardano il lavoro minorile, il lavoro forzato, la violazione dei più elementari diritti sindacali, le discriminazioni di razza sesso e religione in materia di lavoro, della protezione della maternità, dell’inesistenza di norme sull’igiene e sicurezza e coinvolgono purtroppo moltissimi paesi, soprattutto del terzo mondo ma non solo”.

Dalla commissione dell’OIL del resto escono cifre impressionanti. “Ogni anno nel mondo – continua Beccari – circa 2 milioni di persone muoiono per le conseguenze di un incidente sul lavoro o di una malattia professionale. Anno dopo anno, si registrano circa 270 milioni di incidenti sul lavoro, di cui 335 000 mortali, e 160 milioni di nuovi casi di malattie legate al lavoro”.

Molto attivo anche l’impegno dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro sul fronte del lavoro minorile. “Nel mondo ci sono 246 milioni di bambini sfruttati, di cui 186 milioni hanno tra i 5 e i 14 anni. Anche in questo caso molti Stati non hanno mantenuto le loro promesse”, conclude il segretario della CDLS.

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