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Lavoratori sul Pianello il 16 marzo

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La segreteria della Centrale Sindacale Unitaria ha deciso la data dello sciopero generale per le riforme e i contratti.

San Marino, 28 febbraio 2005

Lavoratori in piazza della Libertà mercoledì 16 marzo. La segreteria CSU ha fissato la data dello sciopero generale: tre ore di astensione dal lavoro (dalle 9 alle 12) per sostenere le riforme e i rinnovi dei contratti.

Il via libera alla mobilitazione generale è arrivato dall’assemblea dei rappresentati sindacali riunita al Teatro di Borgo lo scorso lunedì 21 febbraio.
L’assemblea dei lavoratori ha indicato 5 motivi per lanciare un forte segnale a governo e associazioni imprenditoriali.

1) Riforma mercato del lavoro. Le recenti assicurazioni verbali circa il ritiro della bozza di legge non sono sufficienti. Si respinge con determinazione il progetto di legge governativo perché legalizza la precarietà. Il punto di partenza di una vera riforma sono i risultati raggiunti dal contratto dell’industria del 2002.

2) Riforma previdenziale. Conferma della centralità del sistema a ripartizione con calcolo retributivo, pur con i necessari interventi di correzione e integrazione. Mentre il Congresso di Stato ha blindato la discussione con un ordine del giorno che, tra l’altro, prevede il passaggio secco dall’attuale sistema a ripartizione a quello a contribuzione.

3) Equità fiscale. Ribadita la necessità di realizzare una riforma del fisco necessaria per rafforzare complessivamente lo stato sociale e per dare impulso allo sviluppo economico, si ribadisce che non vanno tagliate le buste paga dei lavoratori.

4) Riforma della PA. La tabella di marcia decisa nel novembre scorso con il protocollo d’intesa va rispettata. E l’assemblea dei delegati sindacali respinge con forza il metodo adottato dal governo nella gestione del personale dell’amministrazione pubblica.

5) Rinnovi contrattuali. La CSU sostiene la necessità di una contrattazione seria e costruttiva, in modo da arrivare rapidamente e positivamente alla firma degli accordi. Per questo richiama le controparti pubbliche e private ad una maggiore disponibilità e responsabilità, evitando cioè rinvii e tatticismi che portano solo al muro contro muro.

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