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Lavoratori PA sul piede di guerra

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L’assemblea dei rappresentati sindacali del pubblico impiego aderisce allo sciopero generale. “Il governo non ci ascolta”.

San Marino, 9 marzo 2005

L’assemblea dei rappresentati sindacali della PA, riunita mercoledì 9 marzo al Teatro di Borgo, lancia un secco altolà al governo sul contratto e la riforma dell’amministrazione pubblica. E proclama lo stato di agitazione.

E’ questo il succo di un ordine del giorno approvato al termine dell’assemblea convocata dalle Federazioni del Pubblico Impiego della CSU per fare il punto sui problemi aperti nel settore pubblico.
I toni sono duri. “Sulla riforma della PA e il rinnovo del contratto l’atteggiamento dell’Esecutivo – si legge nel documento finale – tende a dilatare i tempi con comportamenti tesi ad eludere il confronto fattivo e tali da palesare atteggiamenti poco rispettosi dei lavoratori e del ruolo del sindacato”. Tradotto: il governo non ci vuole ascoltare.
Per questo i rappresentati sindacali hanno deciso di alzare al voce e proclamare lo stato di mobilitazione a sostegno delle vertenze in corso.

Quanto poi alle recenti dichiarazioni rilasciate dal Congresso di Stato sullo sciopero generale convocato per la prossima settimana, l’assemblea di Borgo le bolla come “tentativi di sminuire” l’importanza di una iniziativa che ha come obiettivo il sostegno delle riforme (pensioni e mercato del lavoro in primis) e quindi invita tutti i lavoratori del settore pubblico ad aderire e partecipare allo sciopero generale in agenda mercoledì 16 marzo.

“A tutt’oggi – recita l’ordine del giorno – esistono differenze di merito e non solo di metodo fra le organizzazioni sindacali e governo sulle tematiche oggetto dello sciopero”.

Al termine dell’assemblea di Borgo, è stato anche deciso di convocare un nuovo raduno dei rappresentanti del Pubblico Impiego entro il 12 aprile. Sarà quella l’occasione per valutare se le trattative in corso avranno fatto passi in avanti.

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