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L’appello della domenica

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Il segretario della CDLS, Marco Beccari, replica agli appelli contro lo sciopero generale di luendì 20 giugno.

San Marino, 18 giugno 2005

“E dire che ero pronto a sedermi al tavolo della trattativa anche sabato e domenica…”. Scuote la testa il segretario della CDLS, Marco Beccari, nel suo ufficio prima della conferenza stampa dedicata allo sciopero generale.

Ha appena letto l’appello lanciato venerdì17 giugno da Fiorenzo Stolfi sulle colonne di Tribuna: “Confronto ad oltranza per evitare lo sciopero”.

Scuote la testa, e si rivolge ai colleghi della segreteria: “Non capisco perché Stolfi si appella al sindacato. Il nostro mestiere non è proclamare gli scioperi, ma fare le trattative per portare a casa dei risultati. Il nostro mestiere è trattare sempre, fino all’ultimo minuto”.

E’ deluso il numero uno della Confederazione democratica: “Su pensioni e mercato del lavoro mi aspettavo un calendario d’incontri no-stop, e invece tutto si è consumato con quattro appuntamenti”.
E ancora più deluso parla della scelta del Congresso di Stato di portare le riforme in Consiglio entro la fine di giugno: “Confidavo in atteggiamenti più saggi da parte del governo. E invece che succede? Decidono di infilare la discussione sulle pensioni e la precarietà nell’imbuto dell’iter consiliare…Mah, dicono di voler trattare e nello stesso tempo bruciano i tempi della trattativa. Poi con il nuovo sciopero generale dietro l’angolo arriva l’autorevole appello di Stolfi. Bene, ma perché non lo rivolge ai suoi colleghi che siedono nel governo? In fondo lo sciopero noi lo abbiamo proclamato il 2 giugno e se si voleva trattare seriamente avevamo a disposizione 18 giorni, sabati e domeniche compresi”.

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