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La Titan chiude

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Manifestazione dei lavoratori licenziati davanti al calzaturificio di Dogana. La FLI-CSU ha incontrato i vertici dell’azienda.

San Marino, 7 ottobre 2004

Il Calzaturificio Titan ha confermato la volontà di chiudere i battenti. Obiettivo del sindacato è la rioccupazione di tutti i dipendenti.

Nella mattinata di venerdì 7 ottobre i lavoratori del calzaturificio di Dogana hanno protestato contro le lettere di licenziamento inviate dall’azienda, mentre i segretari della FLI-CSU, Enzo Merlini e Giorgio Felici, hanno incontrato nella sede dell’Anis i vertici dell’azienda.

Durante l’incontro il liquidatore della società ha ribadito la volontà di cessare l’attività, ma ha anche espresso la disponibilità di ritirare le lettere di licenziamento già inviate ai circa 50 lavoratori, più della metà donne, almeno fino al giorno in cui ci sarà un incontro con una delegazione di governo.
“La naturale evoluzione di questa vicenda – spiega la FLI-CSU – dovrà essere quella che chi ha il contratto a tempo indeterminato entrerà in mobilità, mentre chi ha il contratto a termine godrà della cassa integrazione”.

Ma l’obiettivo principale del sindacato è la rioccupazione di tutti i dipendenti nelle aziende che attualmente cercano personale e, in seconda battuta, in quelle imprese che hanno posti di lavoro coperti da personale interinale.

Per la Federazione Lavoratori Industria restano comunque poco chiare le motivazioni della chiusura dell’azienda, ovvero che il principale committente di riferimento italiano del calzaturificio non intenderebbe proseguire nel rapporto di affari che finora aveva garantito l’attività.

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