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La CSU gioca la carta dello sciopero

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L’attivo dei rappresentati sindacali approva un ordine del giorno che dichiara la mobilitazione generale entro il 18 marzo.

San Marino, 21 febbraio 2005

Dall’assemblea dei rappresentanti sindacali della CSU riuniti lunedì 21 febbraio al Teatro di Borgo arriva un segnale di compattezza: tutti d’accordo nel votare il via libera allo sciopero generale.

La platea gremita di delegati vota all’unanimità un ordine del giorno articolato in cinque punti, con annessa dichiarazione dello sciopero entro la data del 18 marzo. “E’ indispensabile – recita l’odg – dare un ulteriore forte impulso alla mobilitazione in atto a sostegno delle riforme e dei rinnovi contrattuali”.

Al primo punto la riforma del mercato del lavoro.
La Centrale Sindacale e l’assemblea dei lavoratori non si accontentano delle recenti assicurazioni verbali circa il ritiro della bozza Andreoli, e tornano a respingere con determinazione il progetto di legge governativo. “Perché intende – recita l’odg sindacale – legalizzare la precarietà e ridurre notevolmente i diritti dei lavoratori”. Per la CSU il punto di partenza di una vera riforma sono i risultati raggiunti dal contratto dell’industria del 2002.

Sulla riforma previdenziale l’assemblea CSU chiede certezze.
Ovvero “la conferma della centralità del sistema a ripartizione con calcolo retributivo, pur con i necessari interventi di correzione e integrazione”. Mentre il Congresso di Stato ha blindato la discussione con un ordine del giorno che, tra l’altro, prevede il passaggio secco dall’attuale sistema a ripartizione a quello a contribuzione.

Al terzo punto il problema dell’equità fiscale.
Con la conferma che serve realizzare una riforma del fisco “necessaria per rafforzare complessivamente lo stato sociale e per dare impulso allo sviluppo economico”, ma senza però tagliare le buste paga dei lavoratori.

Segue il punto dedicato alla riforma della PA.
La tabella di marcia decisa nel novembre scorso con il protocollo d’intesa va rispettata, chiede l’assemblea sindacale. E insieme respinge con forza il “metodo adottato dal governo nella gestione del personale dell’amministrazione pubblica”.

Quinto e ultimo punto i rinnovi contrattuali.
Su questo fronte la CSU sostiene la necessità di una contrattazione “seria e costruttiva”, in modo da arrivare rapidamente e positivamente alla firma degli accordi. Per questo si richiamano le controparti pubbliche e private “ad una maggiore disponibilità e responsabilità”, evitando cioè “rinvii e tatticismi” che portano solo al muro contro muro.

“Visto il quadro sociale fortemente problematico – conclude il documento della CSU – l’attivo generale dei quadri proclama lo sciopero generale da effettuarsi entro il 18 marzo. In tal senso impegna la segreteria della Centrale Sindacale Unitaria a fissarne la data e a provvedere alla sua organizzazione”.

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