La CSU compie 50 anni: ricordare le conquiste per mantenere l’attenzione al futuro del lavoro e dei diritti
Il 21 febbraio 1976 i Direttivi Confederali di CSdL e CDLS approvavano all’unanimità il documento che sanciva la nascita della Centrale Sindacale Unitaria, quale soggetto e luogo presso il quale lavoratori e pensionati potessero ritrovarsi per avere risposte più efficaci al fine di migliorare le loro condizioni contrattuali e sociali.
Le prime aspettative vennero soddisfatte pochi anni dopo.
La stipula del primo contratto collettivo unico di settore, quello industriale, aprì la strada a quelli che vennero introdotti successivamente. Oggi tutte/i le lavoratrici ed i lavoratori sono tutelate/i attraverso la contrattazione nazionale con efficacia erga omnes, ad eccezione dell’impiego presso le famiglie. La disciplina contrattuale può essere derogata solo con condizioni migliorative, sia a livello aziendale che individuale. Si tratta pressoché di un unicum nel panorama internazionale, del quale siamo fieri.
La costituzione della Titancoop e del Fondo Servizi Sociali, quest’ultimo quale strumento teso alla erogazione di servizi essenziali come le mense interaziendali e gli asili nido, estesero le tutele anche al di fuori del posto di lavoro.
L’elenco delle riforme che videro protagonista la CSU, quale soggetto contrattuale nei confronti dei Governi sarebbe davvero troppo lungo.
I nostri predecessori, sotto la guida dei Segretari Generali dell’epoca, Mario Nanni (CSdL) e Giovanni Giardi (CDLS), avevano visto giusto, proponendo alla “classe lavoratrice” un Sindacato Unitario che agisse comunemente sulla base dei principi di “libertà, democrazia e giustizia sociale”.
Con il passare dei decenni la CSU si è caratterizzata per la difesa e la promozione dell’economia reale che, grazie anche al lavoro di migliaia di persone, residenti e non, ha consentito al Paese di non soccombere al crollo dei c.d. capisaldi, quali il segreto bancario e l’anonimato societario, ed alle innumerevoli crisi bancarie che hanno lasciato in eredità quasi un miliardo e mezzo di debiti.
Coerentemente con la nostra storia, oggi CSdL e CDLS sono impegnate nel sostenere il percorso di Associazione di San Marino all’UE, quale conferma dell’abbandono definitivo di un sistema opaco che ha portato vantaggi a pochi e disastri alle persone oneste. Anche se a volte pare che tali intendimenti non siano patrimonio di tutti, non ci arrendiamo, perché siamo convinti che per far fronte all’inevitabile aumento della spesa per finanziare lo stato sociale in un Paese che sta invecchiando rapidamente, c’è bisogno di investimenti seri ed innovativi che facciano crescere la ricchezza nazionale ben oltre il misero punto di PIL.
Attendiamo quindi con impazienza la firma dell’accordo, dopo una negoziazione durata oltre un decennio, che si è conclusa oltre due anni fa, pur dovendo essere successivamente integrata con l’addendum in materia bancaria e finanziaria.
In proposito, assistiamo con preoccupazione alle recenti vicende giudiziarie, che ancora una volta coinvolgono, seppure indirettamente stando alle notizie trapelate, il sistema bancario. La CSU chiede che sia fatta chiarezza al più presto sul c.d. ‘piano parallelo’ e vengano accertate le eventuali responsabilità penali, politiche ed amministrative.
Dopo 50 anni, la CSU continua instancabilmente ad essere dalla parte delle persone che vivono con i frutti del loro lavoro, perseguendo “libertà, democrazia e giustizia sociale”.