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La CDLS raccoglie le nuove sfide

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Il segretario della CDLS Beccari parla dei risultati del 12 congresso sulle colonne del settimanale Fixing.

San Marino, 29 marzo 2004

Ampio risalto alle conclusione del 12° congresso della CDLS sull’ultimo numero del settimanale economico Fixing. Il segretario Marco Beccari parla delle nuove sfide che ha di fronte il sindacato.

“La CDLS – dichiara Beccari a Fixing – esce sicuramente rafforzata dal congresso, tanto nel ruolo, quanto nelle prospettive. Possiamo contare su una dirigenza compatta ed affiatata, su un’organizzazione autonoma dalla politica ed in netta crescita sul piano del seguito. Su un sindacato che non arretra di fronte alle nuove sfide ed anzi sta ampliando e innovando le sue forme di rappresentanza e guarda con interesse a tutte le sfumature dell’intreccio vita-lavoro. Non siamo più cioè solo il sindacato classico che si occupa di contrattazione collettiva e di rivendicazioni tradizionali di tipo normativo e salariale, ma, come conferma anche la ricchissima esperienza dell’ASDICO, ci poniamo ormai nella realtà sammarinese come un centro di tutela del cittadino, nelle sue varie accezioni di lavoratore, utente, contribuente, consumatore. Con un occhio di riguardo al confronto sul campo con i nuovi bisogni di cui sono portatori giovani, famiglie ed anziani e le nuove forme di disagio indotte dai modelli emergenti di lavoro atipico”.

Parlando quindi della mozione conclusiva, il segretario della CDLS indica “al primo posto senz’altro le riforme”. Riforma istituzionale, anche se non di stretta pertinenza sindacale, “ma anche della PA, del sistema previdenziale, del mercato del lavoro, del modello di sviluppo economico”, con al centro il rinvigorimento dello Stato Sociale e il suo adattamento alle nuove dinamiche economiche ed al mutato quadro finanziario del Paese.

“Non siamo solo un sindacato che risolve i problemi dei lavoratori e dei cittadini – precisa infatti Beccari – ma anche un’organizzazione che si batte per tutelare gli interessi del Paese”. In tutti gli ambiti indicati, ovviamente, la CDLS ha tutta l’intenzione di recitare un ruolo attivo nella definizione delle relative politiche di attuazione. Forte dunque l’invito a Governo e imprenditori, già levatosi dal palco del Concordia nella serata inaugurale, a rivitalizzare la concertazione: “Un concetto che significa discussione, confronto e non accettazione supina. Ed in questa ottica simboleggia la strada maestra per il futuro, la stella polare cui riferirsi per determinare con esattezza, ad esempio, la congruità delle politiche tariffarie in rapporto alla dinamica retributiva”.
Altro terreno da rivitalizzare e rinnovare, l’unità sindacale. Osserva il numero uno della CDLS, “noi intendiamo il rafforzamento del patto unitario non certo come preludio ad una futura unità organica, ma innanzitutto come ricerca comune di nuove modalità operative in tutti gli ambiti aperti dal nuovo modello di finanziamento sindacale, come ad esempio il patronato e i nuovi servizi di formazione, di consulenza per l’avvio di cooperative e in materia di igiene e sicurezza. E poi, soprattutto, come sforzo comune per il raggiungimento di una solida unità di intenti sui grandi temi di forte impatto sociale e lavoristico per il Paese”.

La lunga dichiarazione rilasciata al settimanale Fixing termina ricordando la proposta dei fondi previdenziali integrativi per i frontalieri. Proposta, a suo tempo caldeggiata dall’ANIS, di costituire fondi collettivi in cui far confluire inizialmente il TFR dei soli frontalieri. “Si tratta di una buona idea, da attuare però in un contesto legislativo e regolamentare di massima trasparenza, e da sperimentare attraverso un percorso concordato, magari con controlli incrociati, onde estendere l’istituto anche ad altre categorie di lavoratori”.

 
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