CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

SAN MARINO 7 APRILE 2010 - Poco meno di un migliaio. Per la precisione 728. in larghissima maggioranza sono italiani, più donne che uomini. In crescita il numero delle badanti, quasi tutte dell’Est Europa. E’ la fotografia  scattata da San Marino Rtv  sull’universo immigrati in Repubblica.


Chi arriva sul Titano lo fa per lo più in cerca di un’occupazione. E negli ultimi anni sono moltiplicate le pratiche gestite dall’Ufficio Stranieri della Gendarmeria. Come appoggio iniziale sul territorio possono contare sulla Casa di Prima Accoglienza Madonna della Consolazione, dove viene garantito loro vitto e alloggio per 15 giorni al massimo, in attesa di trovare un lavoro e una sistemazione.  I premessi di soggiorno  si dividono in ordinari, turistici (a loro volta suddivisi per studio e per sport), brevi stagionali e speciali continuativi.

Nel dettaglio, gli  immigrati con regolare permesso di soggiorno ordinario, registrati al 31 dicembre 2009, sono 728. In leggera prevalenza le donne (366) sugli uomini (362).I regolari più numerosi sono gli italiani (614) seguiti con grande distacco da rumeni (16), argentini (12), polacchi (11), cubani (9) .

Il servizio di San Marino Rtv si sofferma poi sul fenomeno badanti. I soggiorni brevi stagionali, della durata di 10 mesi continuativi, vengono rilasciati a chi dà assistenza agli anziani o a persone disabili e non autosufficienti: le cosiddette “badanti” diventate un fenomeno di massa anche in Italia, offrendo un servizio ormai strutturale, sia a domicilio sia presso cliniche e ospedali. Domina in assoluto la componente dell’Est Europa: 426 donne, a cui si aggiungono 6 uomini. Prevalgono le ucraine con 257 rappresentanti; quindi, rumene (64), moldave (48) russe (28); fino ad altre nazionalità, dal Sud America all’Africa (poche unità). In realtà il numero delle badanti in territorio è decisamente superiore rispetto a quello ufficiale, almeno il doppio.

Difficile da quantificare con esattezza poiché tante esercitano abusivamente. E pensare che per mantenerle in regola a San Marino non servono cifre da capogiro: 200 euro al mese, di cui 120 a carico della famiglia che assume; mentre per i restanti 80 euro contribuisce lo Stato. Il loro permesso di lavoro è di 10 mesi: così nei due che restano per completare l’anno solitamente tornano in patria.
Da tempo è inoltre attivo lo sportello buste-paga badanti organizzato dalla Federazione Pensionati della CDLS, che mensilmente offre un servizio a 300 famiglie.

Tornando ai numeri, i soggiorni stagionali di 10 mesi sono rilasciati anche nel settore turistico alberghiero: 156 gli immigrati che ne dispongono di cui 83 donne e 73 uomini. Di questi, 119 sono cuochi, aiuto cuochi, lavapiatti, camerieri. Rientrano in questa fascia anche i 30 permessi rilasciati a commessi e commesse; 7 i braccianti agricoli. In questo caso italiani e rumeni sostanzialmente si equivalgono, 36 gli uni 34 gli altri, seguiti da moldavi (20), ucraini (18) e polacchi (13).

Per quanto riguarda i soggiorni turistici, della durata massima di tre mesi, prorogabili, nel 2009 risultano 389 quelli accordati: 203 propriamente a scopo di turismo, 106 per studio e 80 per sport. Anche in questo caso, netta maggioranza di italiani (160) e poi ancora ucraini (60), moldavi (22), rumeni (15) e argentini (14).
Per completare il quadro, 7 infine, i permessi di soggiorno speciale continuativo per marittimi concessi nel 2009: 1 albanese, 3 italiani e 3 ucraine.
Nell’arco del 2009, conclude la tivù di Stato, l’Ufficio Stranieri della Gendarmeria ha elevato 58 contravvenzioni per domicilio abusivo e disposto 13 allontanamenti dal territorio della Repubblica.

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