CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

votoC'è la data delle elezioni regionali dell'Emilia Romagna: si vota domenica 26 gennaio 2020. Lo ha annunciato la Regione, dopo che il presidente Stefano Bonaccini ha incontrato Giuseppe Colonna, presidente della Corte d'Appello di Bologna.

Il presidente Colonna ha convenuto sulla proposta di Bonaccini: muove dalla cornice legislativa, che prevedeva il voto fra l'ultima domenica d'ottobre e l'ultima di gennaio e dalla necessità di consentire alla Regione di approvare la legge di bilancio, scongiurando l'esercizio provvisorio che avrebbe limitato l'operatività della Regione.

Il giorno delle urne, inizialmente previsto in novembre, è diventato una sorta di caso nelle ultime settimane, peraltro già abbastanza turbolente sul piano politico. Prima la crisi agostana scatenata da Matteo Salvini, che ha tolto la fiducia della Lega al Governo Conte ed è passato armi e bagagli all'opposizione. Il Capitano avrebbe preferito si andasse al voto per rinnovare le Camere, ma ha dovuto prendere atto dell'accordo tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.

Nuova maggioranza, dunque, e nuovo esecutivo. Il ribaltone nazionale ha cambiato completamente lo scenario. Con riflessi anche sul piano locale. Da giorni, infatti, si paventa una possibile alleanza 'governativa' anche alle elezioni regionali. In Umbria la prospettiva è piuttosto concreta, come testimonia la lettera aperta scritta da Luigi Di Maio sul nostro giornale, con la quale ha proposto un patto civico. In altre parole ha chiesto al Pd di sostenere insieme un candidato estraneo ai partiti. Schema impossibile da replicare in Emilia Romagna, dove il candidato c'è ed è anche forte. Risponde al nome di Stefano Bonaccini, al quale peraltro i voti del Movimento 5 Stelle non darebbero fastidio, visto il crescente successo della Lega nella regione rossa. Chissà che il tempo che ci separa dal voto non serva per tessere la tela di un accordo. Per ora i grillini si dichiarano indisponibili, vedremo.

Ma pure il centrodestra ha i suoi nodi da sciogliere. Lucia Borgonzoni, già incoronata da Salvini, pareva essere la rappresentante dell'intera coalizione. E probabilmente alla fine lo sarà. Intanto, però, Giorgia Meloni ha proposto a Galeazzo Bignami, da poco fuoriuscito da Forza Italia, di candidarsi a nome e per conto di Fratelli d'Italia. E lui ha accettato. Una mossa da spendere sul tavolo nazionale per ottenere qualcos'altro altrove? Possibile.

Infine, c'è la scissione di Matteo Renzi. L'ex premier ha detto addio al Pd per fondare Italia Viva. Bonaccini, tuttavia, non teme ripercussioni: "Io non ho alcun dubbio che in Emilia Romagna Renzi e coloro che lo seguiranno mi daranno e ci daranno una mano. Su questo sono sicuro".

Resto del Carlino

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