CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

rimini ArcoRispetto ad un paio di anni fa, sono duemila in meno le persone che si sono rivolte alle Caritas diocesane di Rimini. Questo emerge nel Rapporto sulle Povertà 2018. Il numero però resta troppo alto per una realtà come quella riminese: quasi 5mila persone che diventano 10mila allargando il conto anche ai famigliari. Difficoltà che, a differenza del passato, riguardano sempre più anche i residenti riminesi (3.209, di cui 1.334 italiani): rappresentano il 66%.

“Giovani in Stand by?” è il titolo del rapporto. Il 30% dei nuovi arrivi in Caritas riguarda purtroppo proprio loro. In totale sono 1.155 e per oltre la metà era la prima volta. Si tratta di migranti che provengono dall’Africa Subsahariana e dall’Asia meridionale, uomini, spesso privi di titolo di studio, con scarsa conoscenza della lingua italiana, problemi legati al rinnovo dei documenti, senza casa e senza lavoro.

Poi ci sono gli italiani, per il 57% uomini, in gran parte celibi e soli, e per il 43% donne che prevalentemente vivono in famiglia. La maggior parte dei giovani italiani manifesta problematiche con i genitori o con il partner. Molti sono disoccupati. Infine ci sono gli immigrati di seconda generazione dove primeggiano i marocchini, seguiti da rumeni, senegalesi e albanesi. Si tratta in gran parte di giovani madri che chiedono sostegno per tutto il nucleo familiare. I compagni
sono disoccupati o hanno lavori saltuari. Altro dato preoccupante quello dei senza fissa dimora. Alle Caritas si sono rivolte 1600 persone persone costrette a vivere in strada e oltre 300 avevano come ultima residenza Rimini.

Rimininews

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