CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

gioielli furtoUna banda del buco di autentici professionisti, quella che ha messo a segno il furto alla gioielleria Esedra, di viale Regina Elena, dove è riuscita a portarsi via gioielli per un valore commerciale di 350mila euro. Gli investigatori stanno passando al setaccio i filmati delle telecamere e cercando testimoni, ma sembra che i banditi non si siano lasciati dietro nemmeno il più piccolo indizio.

Un colpo pianificato fin nei dettagli, quello consumatosi la notte tra martedì e mercoledì scorsi. Secondo una ricostruzione fatta dalla Polizia, è circa l’una e mezza, quando la banda penetra all’interno del ristorante ‘Lido’, calandosi dalla vetrata del tetto e disattivando i sensori. Una volta dentro aspettano per oltre un’ora e mezza. Sul perchè di tanta attesa si possono soltanto fare delle ipotesi, ma quasi certamente serviva tempo per praticare in tutta sicurezza il grosso buco nel muro che confina con la gioielleria Esedra.

Sono circa le tre e mezza quando i banditi passano dall’altra parte. L’allarme del negozio si mette subito a squillare, ma loro hanno programmato tutto fino all’ultimo secondo e in meno di due minuti mettono a segno la razzia. Quello era il tempo che avevano calcolato, prima che arrivasse la guardia giurata. Sufficiente ai ladri per ripulire la gioielleria dei pezzi più preziosi.

«Quel giorno in negozio era assente la direttrice – spiega l’avvocato Simone Arcangeli, figlio del titolare – e mio padre non aveva avuto modo di mettere i preziosi in cassaforte. Evidentemente loro sapevano anche questo. L’hanno tenuto sicuramente d’occhio, e sapevano era uscito dal negozio troppo presto per avere riposto i preziosi in cassaforte».

Per l’avvocato Arcangeli non ci sono dubbi che ad agire sia stata una banda super specializzata. «Sapevano tutto, devono avere studiato il piano per settimane. Hanno scelto i pezzi più costosi, diamanti e rubini. I miei genitori sono sconvolti, senza contare il fatto che i gioielli non erano in cassaforte e che l’assicurazione pagherà una cifra irrisoria».

La polizia ha subito visionato i filmati delle telecamere, dove si vedono solo due figure incappucciate (i banditi sarebbero stati però almeno tre, forse quattro) e non c’è speranza nemmeno per le impronte, dal momento che portavano i guanti

Resto de lCarlino

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