CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

soldiI lavoratori e i pensionati romagnoli, nel 2017, sono più poveri della media regionale e i riminesi - in particolare - quelli con la dichiarazione dei redditi più bassa dell'intera Emilia-Romagna. E' quanto emerge dal dossier 'I redditi 2017 in Romagna' realizzato dalla Cisl Romagna su un campione di 54.531 dichiarazioni dei redditi dello scorso anno effettuate presso i Caf-Cisl del territorio romagnolo nel 2018.

Lo scorso anno i lavoratori e i pensionati romagnoli hanno dichiarato un reddito medio di 21.122,14 euro, inferiore ai 22.737,57 euro della media dell'Emilia-Romagna: la provincia di Rimini indossa la maglia nera con 19.244,15 euro, rispetto ai 21.965,55 euro dei pensionati e lavoratori ravennati e ai 21.291,40 euro di quelli della provincia di Forlì-Cesena. Guardando ai soli lavoratori, la provincia di Rimini fa segnare un reddito medio di 19.340 euro, contro una media della Romagna di 21.494 euro e una media regionale di 23.808,79 euro.

I lavoratori della provincia di Ravenna si attestano a 22.334,05 euro e quelli di Forlì-Cesena a 21.826,55 euro. Contando i soli pensionati, invece, la provincia di Rimini riporta un reddito medio di 19.689,07 euro, contro una media della Romagna di 21.337 euro e una media regionale di 21.761,79 euro. I pensionati della provincia di Ravenna si attestano a 22.487,50 euro e quelli di Forlì-Cesena a 21.141,01 euro. Se si prende in analisi la fascia d'età 'Under 35', il reddito medio dei giovani riminesi si è attestato a 12.783,94 euro contro una media della Romagna di 14.821 euro e una media regionale di 16.325,58 euro. Gli 'Under 35' della provincia di Ravenna si attestano a 15.463,57 euro e quelli di Forlì-Cesena a 15.321,46 euro.

Sul fronte della questione di genere il rapporto evidenzia una differenza marcata tra donne e uomini con le lavoratrici romagnole a presentare redditi minori del 26,42% in confronto a quelli maschili. "Innanzi a questi numeri - osserva in una nota Filippo Pieri, segretario generale della Cisl Romagna - la prima "necessità è agire insieme tra i comuni delle tre province romagnole: la possibilità di redigere un Piano Strategico Romagnolo, come è una priorità e va assolutamente realizzata per favorire lo sviluppo e attirare investimenti"; la seconda, prosegue, "è quella di attivare un volano con istituzioni, università e parti sociali che indirizzi le nostre imprese verso attività ad alto valore aggiunto"; la terza, conclude Pieri, "è adeguare i premi di produttività per i lavoratori all'andamento positivo delle imprese".

altarimini

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