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consumi asdicoDi fronte a uno scenario di incertezza, i consumi ristagnano e la crescita è piatta. Le famiglie sono diventate più prudenti e hanno aumentato i loro risparmi, generando un peggioramento generale percepito ulteriormente dall’inizio dell’anno. A tutto questo si aggiungono le ipotesi di un aumento dell’aliquota Iva e le chiusure domenicali dei negozi. Preoccupazioni di cui si è discusso all’assemblea annuale di Ibc, l’Associazione industrie dei beni di consumo.

“Il nostro comparto vale quasi il 30% del Pil generato dall’industria italiana: 70 miliardi di euro su 250”, ha detto il presidente di Ibc, Aldo Sutter. “Siamo un asse strategico dell’economia, attivo sui fronti dell’innovazione, della valorizzazione del capitale umano, del digitale e della creatività e a fronte di questo ruolo chiediamo risposte strutturali che ci consentano di esprimere la nostra competitività. Oggi le imprese avvertono una riduzione degli ordinativi e c’è una contrazione dei consumi, di conseguenza le famiglie diventano più prudenti aumentando il risparmio a scapito della spesa”, ha rilevato Sutter.

A preoccupare anche l'ipotesi di un aumento dell’aliquota Iva. “E’ quasi un incubo - afferma Sutter - finirebbe per alimentare un circolo vizioso con ulteriore riduzione dei consumi, un impatto negativo sugli investimenti delle aziende con conseguente ripercussione sull’occupazione”. Inevitabile poi un punto sul progetto di legge inerente alla questione delle chiusure domenicali. “E’ fortemente in antitesi con la modernità e il mercato libero e competitivo e di certo non aiuta il rilancio dei consumi. Diventa ancora più paradossale nell’era internet dove molti consumi transitano attraverso il digitale aperto 24 ore al giorno” ha concluso il presidente di Ibc Aldo Sutter.

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