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Alla fine è arrivato e ha portato con sé una serie di dimissioni a cascata. È il sì del Consiglio dei Ministri del brexitgoverno britannico sulla bozza d'accordo definita a Bruxelles, al termine di una sofferta riunione di oltre 5 ore.
Un accordo che lascia Londra legata all'Europa e che non si è sentito di accettare il Ministro per la Brexit Dominic Raab. E così dimissioni a raffica: dallo stesso Raab, al Ministro per l'Irlanda del Nord Vara, poi la Ministra del lavoro McVey e due sottosegretari. A rompere con la May anche gli unionisti nordirlandesi del Dup: una violazione delle promesse fatte in termini di garanzia del legame fra Londra e Belfast, la loro denuncia.

La May ha reagito parlando di «scelte difficili» ed esprimendo «rispetto» per le dimissioni, ma ha anche difeso l’intesa raggiunta con l’Ue come una scelta fatta «nell’interesse nazionale». Ha parlato di progressi decisivi per un ritiro ordinato il capo negoziatore Ue Michel Barnier, anche se c'è ancora molto da fare.

Una prova durissima per il regno Unito e per la Premier che ora, oltre al duro colpo delle dimissioni, deve affrontare l'ostacolo più grande, come lo ha definito il giornalista Sergio Romano: l'approvazione al Parlamento.
Intanto dopo le dimissioni del ministro Raab Sterlina in caduta libera, con un calo di oltre l'1%.
Le tensioni sulla Brexit fanno crollare anche Royal Bank of Scotland che in Borsa scende del 9,7%, segnando il maggior ribasso dal 2016. Bruxelles non commenta, ma il Presidente del Consiglio europeo Tusk convoca un vertice straordinario per il 25 novembre.

San Marino RTV

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