CDLS Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese

copia di dipendente pa25 novembre 2018. La Finanziaria di Natale regala tagli annuali intorno a 400 euro per le buste paga dei bidelli, sopra gli 800 euro per gli infermieri, per arrivare fino a 1.100 euro per quelle degli insegnanti. Dietro i numeri, avvertono i segretari delle Federazioni Pubblico Impiego della CSU, Alessio Muccioli (CSdL) e Milena Frulli (CDLS), “c’è la dignità e la professionalità di tante persone che lavorano tutti i giorni per i nostri figli, i nostri anziani, per tutta la collettività, ma le loro retribuzioni vengono tagliate d’imperio, scavalcando il tavolo contrattuale”.

Così, dopo le tabelle pubblicate in questi giorni dalla Segreteria Interni, i responsabili delle Federazioni Pubblico Impiego della CSU ricordano al Segretario di Stato Zanotti che i numeri, da soli, non sono mai sufficienti per fare una corretta informazione, perché le cifre vanno inserite nella realtà della pubblica amministrazione. Ecco alcuni esempi: un bidello e un bidello cuoco (addetto qualificato 3° grado) avrà un taglio annuo di 375,35 euro; un autista ATI (addetto specializzato 3° grado) avrà un taglio annuo 496.47 euro; un operatore socio sanitario (OSS) o un operatore amministrativo con 8 scatti di anzianità avrà un taglio annuale di 630,42 euro; un infermiere o un collaboratore amministrativo, con 16 anni di anzianità, avrà un taglio annuo 844,24 euro; un esperto tecnico o amministrativo (8° livello ) con 8 scatti di anzianità avrà un taglio annuo di 999,90 euro, un insegnante o un responsabile di unità organizzativa (9° livello) con 16 anni di anzianità avrà un taglio di 1148,49 euro. Oltre a ciò vanno considerate anche le maggiorazioni in straordinario, che in alcuni servizi sono obbligatori (ad esempio tutti quelli che prevedono il turno notturno o nei festivi) che avranno una decurtazione fino al 40%.

“Quello che ci preme far capire a tutta l’opinione pubblica - affermano Muccioli e Frulli - è che questi professionisti lavorano tutti i giorni per i nostri figli, i nostri anziani e per tutta la collettività, che il loro lavoro è indispensabile per il buon funzionamento di tutto lo Stato. E come vengono ripagati? Con il taglio dei loro stipendi al di fuori di qualsiasi tavolo contrattuale. Sempre a proposito di corretta informazione, vorremmo far presente che i dipendenti pubblici hanno, come tutti i lavoratori di San Marino, un regolare contratto di lavoro che, se anche se scaduto dal 2012, è ancora in vigore e che quindi il Governo, con questa operazione inserita nella legge finanziaria, si arroga il diritto, per il 2019, di modificarlo in modo unilaterale. Il contratto di lavoro dei dipendenti pubblici solo perché ratificato per legge è modificabile, unilateralmente, sempre per legge dal Datore di Lavoro? Pensiamo proprio di no!”

Per i segretari FUPI-CSdl e FPI-CDLS siamo di fronte a una “palese violazione dei diritti dei lavoratori che pensano di essere garantiti e protetti da un contratto e invece si vedono applicare, unilateralmente ed illegalmente, tagli sui propri salari e non solo visto che-sempre per una corretta informazione - si prevedono anche tagli sulla parte normativa. 2 festività in meno”.

“Vorremmo inoltre rimarcare che la CSU, a differenza di quanto sembra affermare la Segreteria agli Interni, è assolutamente contraria ai tagli e ha sempre chiesto di stralciare tutto il provvedimento e di aprire il tavolo della contrattazione senza avere nessun vincolo; infatti nell’ultima proposta portata all’esame del sindacato si dice che per il 2020 ‘fermo restando l’obbiettivo del summenzionato contenimento del costo complessivo delle retribuzioni, l’entità e le modalità specifiche verranno concertate nell’ambito del rinnovo contrattuale…’, cosa per noi inaccettabile”.

Da ultimo, invitano il Governo a dare risposte concrete sul fronte dell’evasione: “ Se la Segreteria agli Interni sembra considerare i tagli della PA in fin dei conti più che tollerabili, perché invece di agire sui dipendenti non si è deciso di proporre un intervento fiscale una tantum per quelle categorie che continuano a evadere ed eludere invece di presentare il conto a coloro che hanno sempre fatto il proprio dovere nei confronti dello Stato pagando quanto dovuto al Fisco? Perché non si da un taglio deciso alle centinaia di consulenze, molte delle quali forensi e strapagate che, come ben si vede, hanno portato ben poco vantaggio al Paese? A queste domande, e a tante altre, non è mai stata data risposta”.

 

 

 

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