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Incidenti sul lavoro, 6 mila morti al giorno

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Rapporto choc diffuso dall’Organizzazione Internazionale del lavoro. Tutte le cifre del dossier.

San Marino, 22 maggio 2004

Almeno 6 mila morti al giorno. È la cifra, angosciante, degli incidenti sul lavoro, che ogni anno coinvolgono circa 270 milioni di persone nel mondo.

A morire, spesso, sono addirittura i bambini: 22 mila all’anno. E i casi di malattie provocate dal lavoro sono circa 160 milioni. È quanto emerge da un rapporto presentato dall’ Oil l’Organizzazione internazionale del lavoro, in una conferenza stampa tenuta insieme all’Inail, in occasione della IX giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul posto di lavoro . I casi di malattie professionali dovuti a sostanze chimiche ammontano, secondo l’Oil, a 35 milioni. E ogni anno, si legge nel rapporto, vengono immesse sul mercato almeno un migliaio di nuove sostanze chimiche, utilizzate nei più vari prodotti commerciali dei Paesi industrializzati. Le patologie polmonari, aggiunge l’Oil, rappresentano circa il 30% del totale delle malattie professionali.
In America Latina il 37% dei minatori è colpito dalla silicosi, gravissima malattia dei polmoni, provocata dall’inalazione di polveri di silice. Percentuale che arriva al 50% tra i minatori con più di 50 anni di età. In India soffrono di silicosi più del 54% dei lavoratori addetti alla produzione di matite d’ardesia e quasi il 40% dei tagliatori di pietre. Si stima, inoltre, che circa il 10% dei tumori della pelle si debbano all’esposizione a sostanze tossiche sul posto di lavoro. Il rapporto Oil pone l’accento anche sulle violenze (fisiche e psicologiche) che avvengono sul posto di lavoro e che, nel 2002, solo negli Stati Uniti , hanno colpito circa 2 milioni di persone. Nel Regno Unito circa 360 mila lavoratori, quasi il 2% della popolazione attiva, dichiarano di essere stati vittime di violenze sul luogo di lavoro. In Italia nel 2003 sono stati denunciati circa 952 mila infortuni, di cui 1311 mortali, per una media di quasi 4 morti al giorno.

Quali sono i settori più colpiti? Secondo i dati dell’Oil gli incidenti avvengono soprattutto nell’industria manifatturiera (34,7%), in cui è decisivo il peso della metalmeccanica; seguono le costruzioni (15,6%); il commercio (11%) e i trasporti (9,4%). Nei casi mortali il triste primato passa però alle costruzioni (circa 300 morti, pari al 27,8%) anche se il settore supera di poco quello manifatturiero (27,4%). Quote rilevanti di incidenti fatali si registrano anche nei trasporti (14,8%) e nel commercio (10%). I comparti più a rischio sono la metallurgia (con un indice di frequenza quasi doppia rispetto alla media), la lavorazione dei minerali, del legno e delle costruzioni. Le attività meno pericolose risultano quelle dell’intermediazione finanziaria, dell’istruzione e del petrolio.

 
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