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In cattedra

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Avviata la trattativa con il governo per la revisione delle modalità di reclutamento dei docenti nella scuola sammarinese.

San Marino, 2 dicembre 2005

Novità in arrivo per la scuola sammarinese. E’ partito il confronto tra sindacati e governo sul reclutamento degli insegnanti nei vari ordini e gradi di scuola.

“La necessità di rivedere la normativa attualmente esistente – spiega Riccardo Stefanelli, docente delle Scuole Superiori e membro della segreteria Pubblico Impiego CDLS- costituisce una esigenza avvertita da tempo. Negli ultimi anni, infatti, si sono verificate numerose modifiche nel percorso formativo degli insegnanti, mentre la normativa sull’accesso all’insegnamento è rimasta sostanzialmente la stessa pur con alcuni aggiustamenti che tuttavia non sono stati sempre in grado di seguire i cambiamenti realizzatisi, specie dopo la riforma dell’Università”.

Esigenza che si fa stringete anche in seguito ai profondi cambiamenti avvenuti oltre confine.
Stefanelli ricorda infatti il recente decreto italiano che modifica il percorso universitario di formazione degli insegnanti prevedendo, per tutti gli ordini di scuola, dopo la laurea triennale, una laurea magistrale biennale: “Si tratta di una laurea specifica per la formazione dei docenti, la quale si concluderà con la discussione della tesi e l’esame di abilitazione. A tale titolo di studio farà poi seguito un anno di pranticantato presso una scuola con relativo giudizio finale. E poiché i futuri insegnanti sammarinesi si formano nelle università italiane, va da sé che diventa necessario tener conto del nuovo iter universitario, il cui avvio è previsto per l’anno 2006-2007”.

A giudizio di Stefanelli il confronto appena iniziato si presenta complesso, perché si tratta “di introdurre la nuova normativa tenendo conto della specificità della scuola sammarinese e salvaguardando, nel contempo, i diritti del cosiddetto precariato storico”.
“Sono sostanzialmente quattro – conclude il rappresentante sindacale- gli obiettivi al centro del confronto tra sindacati e governo: assicurare alla scuola sammarinese docenti altamente qualificati e motivati; salvaguardare e potenziare l’identità della scuola sammarinese; garantire agli insegnanti certezza, trasparenza nelle procedure e pari opportunità; assicurare tempestività nella copertura dei posti cattedra, al fine di ridurre al minimo il fenomeno del precariato”.

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