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Giornata Europea della Vita Indipendente: per la CDLS è indispensabile rafforzare i diritti delle persone con disabilità

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La Giornata Europea della Vita Indipendente, che si celebra il prossimo 5 maggio, rappresenta per la CDLS una importantissima occasione di confronto sulle politiche, sulle iniziative da porre in essere e sulle migliori pratiche finalizzate alla tutela dei diritti delle persone con disabilità: tutto ciò nell’ottica di consentire la più ampia inclusione sociale e lavorativa, favorendo l’indipendenza e l’autodeterminazione delle categorie più fragili.

“Il concetto di vita indipendente – sottolinea il Segretario Generale CDLS Milena Frulli – si fonda sulla possibilità per le persone con disabilità di vivere appieno i propri diritti in ogni ambito della socialità, quali lo studio, il lavoro, la casa, le relazioni sociali e familiari, il tempo libero, la mobilità e la salute, da instaurarsi attraverso misure e strumenti adeguati. Deve essere preciso impegno della politica e delle organizzazioni sindacali porre in essere tutto quanto sia necessario a rafforzare i diritti di queste categorie svantaggiate”.

La vita indipendente – puntualizza il Segretario Generale CDLS – per essere concretamente realizzata  richiede la combinazione di diversi fattori, ambientali ed individuali, ciò al fine di garantire fattivamente l’autodeterminazione e la libertà di scelta delle persone con disabilità, indipendentemente dal genere, età, livello di assistenza necessario: a tal riguardo, è essenziale promuovere ed implementare l’offerta di servizi  loro rivolti, anche approfondendo le dinamiche che consentono la loro reale fruibilità ed accessibilità”.

Deve essere preciso impegno del Governo che uscirà dalle urne il 9 Giugno prossimo, anche mediante un convinto confronto con le forze sociali, introdurre le normative che possano consentire una “valutazione multidimensionale” che tenga conto di diversi fattori quali le limitazioni dell’autonomia, la condizione familiare ed abitativa, nonché le condizioni economiche della persona con disabilità, unitamente ad un impegno sempre maggiore nel contrastare deprecabili fenomeni di isolamento, segregazione o discriminazione, ancora purtroppo presenti.  “In questo senso – ribadisce Milena Frulli – per la Confederazione Democratica il lavoro rappresenta per le persone con disabilità uno strumento essenziale e fondamentale ai fini della loro autodeterminazione e per consentire una piena partecipazione sociale e civica delle categorie più fragili.

La riflessione sul tema dell’integrazione sociale e lavorativa deve innanzitutto partire da un concetto di “abilità residua” che promuova percorsi individuali basati su un approccio moderno ed evoluto di disabilità, tenendo in considerazione inevitabilmente l’interazione tra persone con fragilità psico-fisiche e le barriere ambientali che ne impediscono una piena ed effettiva inclusione e partecipazione alla società”.

Se si vuole davvero raggiungere l’obiettivo di una reale inclusione sociale, per la CDLS è necessario introdurre servizi di “tutele attive” e rendere sempre più efficienti gli strumenti collegati alle “politiche attive” che dovranno incrementare le opportunità di accesso al mercato del lavoro a beneficio dei soggetti più vulnerabili, unitamente all’elaborazione di strategie che promuovano il ritorno al lavoro delle persone con disabilità, specialmente in casi di disabilità sopraggiunta e di disoccupazione di lunga durata.

Il rientro nel mondo del lavoro di soggetti svantaggiati dovrà essere accompagnato dall’introduzione e l’implementazione di percorsi di formazione finalizzati alla qualificazione e riqualificazione professionale delle competenze che possano incrementare e favorire le loro opportunità di collocamento lavorativo e di mantenimento dello stato di occupazione. In questo senso, per la Confederazione Democratica sono essenziali tutte le attività di miglioramento e di riqualificazione professionale, unitamente a più evoluti strumenti di profilazione della persona che permettano, attraverso la costruzione di percorsi personalizzati, un accompagnamento al lavoro valorizzando le “abilità residue” e rivalutando il concetto più generale ed ampio di “lavoro dignitoso”, insostituibile e fondamentale “tassello” per una vita piena ed indipendente.

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