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Frontalieri, serve un patto governo-sindacati

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Il segretario CDLS, Beccari, dalla tribuna congressuale della CSdL ha rilanciato anche la politica della concertazione.

San Marino, 20 maggio 2004

Frontalierato, concertazione, unità sindacale. Sono i punti salienti che il segretario CDLS, Marco Beccari, ha toccato nel messaggio di saluto ai delegati del 15° congresso CSdL.

Nella serata di mercoledì 19 maggio, dalla tribuna congressuale del Centro Commerciale Azzurro, il numero uno della CDLS ha insistito molto sull’urgenza di trovare una soluzione ai problemi dei lavoratori frontalieri.
Argomento, questo, che ha invece fatto registrare un assordante silenzio da parte dei messaggi di saluto delle delegazioni d’oltre confine intervenute all’apertura dei lavori congressuali.
“Sindacati, governo e parti sociali devono mettere nero su bianco un accordo sui principali problemi dei frontalierato: doppia fiscalità e diritti contrattuali. Questo accordo – ha detto Beccari – deve poi servire come base di trattativa nell’ambito della vertenza economica in corso tra San Marino e Italia”.
E’ arcinoto che la Centrale Sindacale Unitaria ha più volte chiesto al governo sammarinese di far pesare il valore giuridico della convenzione bilaterale del 2002, convenzione che prevede una proroga della doppia tassazione dei redditi frontalieri, e quindi il varo di un a legge ordinaria che preveda un trattamento fiscale diverso da quello introdotto con la Finanziaria italiana.

Beccari ha poi toccato il tasto della concertazione. “Di fronte ai grandi temi, come la riforma previdenziale, la riforma del mercato del lavoro e quella della pubblica amministrazione, il dialogo fra le parti sociali è una risorsa, un’opportunità da non lasciare cadere nel vuoto. Anche in vista della stagione dei rinnovi contrattuali, la politica della concertazione è per noi una risorsa indispensabile per rilanciare lo sviluppo economico e tutelare i bisogni dei lavoratori”.
Sul fronte dell’unità sindacale, il segretario della Confederazione Democratica ha rilanciato la proposta di rivedere, aggiornare il patto unitario. Il che non significa marciare verso una forma di “unità organica”, ma fare passi in avanti nella collaborazione tra le due confederazioni, “partendo dal presupposto che un sindacato diviso è anche più debole nella difesa dei lavoratori. “Tuttavia – ha detto Beccari- resto convinto che saper rispettare le diversità d’opinioni interne sia una ricchezza per l’intero movimento sindacale”.

 
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