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Frontalieri, quanto peserà l’addio di Tremonti?

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Commenti alle dimissioni del ministro alle Finanze italiano. Il segretario FLIA-CDLS Giorgio Felici: “Speriamo che si apra qualche porta…”.

San Marino, 5 luglio 2004

Le dimissioni del ministro alle Finanze Giulio Tremonti quali effetti avranno sulla frontalieri-tax? Dalla notte di venerdì 2 luglio, data dell’addio del super-ministro italiano, se lo sono chiesto in molti sul Titano e dintorni.

Il segretario della Federazione Industria della CDLS, Giorgio Felici, naturalmente evita di commentare le vicende personali di un ministro, ma rimarca l’assoluta assenza di dialogo con chi guidava il ministero di via XX Settembre. “A Roma abbiamo incontrato tanti parlamentari ed esponenti della maggioranza di governo, ma in via XX Settembre abbiamo sempre trovato porte chiuse a doppia mandata. Impossibile anche solo presentare il problema della doppia tassazione. Ora – afferma Felici – mi auguro che qualche porta si apra, che sia possibile trovare spazi di trattativa per migliorare il trattamento fiscale di migliaia di lavoratori. E il primo banco di prova sarà la nuova riunione del tavolo tecnico sui temi del frontalierato in agenda a Roma il 9 luglio”.

Intanto commenti sul dopo-Tremonti arrivano anche dai parlamentari locali. Si mostra ottimista il senatore riminese di Forza Italia, Gianpaolo Bettamio, che al quotidiano romagnolo La Voce ha dichiarato: “La linea politica di Tremonti era restrittiva, tutta orientata al deficit da rimediare e alla bilancia commerciale da ripristinare. Sulla doppia imposizione fiscale dei frontalieri si potrebbero aprire delle novità”. E qui il senatore azzurro parla di due possibili alternative: il modello svizzero, oppure una tassa simbolica che non incida più di tanto.

Di parere diverso il deputato DS Sergio Gambini. Sempre sulle pagine del quotidiano romagnolo, Gambini ha infatti detto che “le dimissioni di Tremonti non credo cambino il quadro per i lavoratori frontalieri. Anzi, nell’immediato il governo potrebbe avere un atteggiamento di maggiore rigidità sul versante delle entrate”.

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