Frontalieri: tra riforma Igr e Odg delle consigliere Parma e Petitti per equità sociale e diritti lavoratori
“ll fenomeno del lavoro transfrontaliero tra la Repubblica di San Marino e l’Emilia-Romagna rappresenta una realtà importante per la Provincia di Rimini. Negli ultimi anni, il numero dei lavoratori frontalieri italiani impiegati a San Marino è cresciuto di circa tremila unità ( ultimo rilevamento parla di un totale di 8.600) di cui oltre il 70% risiede nel territorio riminese ed è nostro concittadino”. Per questo Alice Parma ed Emma Petitti, consigliere regionali del Partito democratico, hanno presentato un ordine del giorno al documento di Economia e Finanza regionale.
Chiedono alla giunta di impegnarsi per l’apertura di un “tavolo tecnico tra i ministeri italiani e le autorità sammarinesi, al fine di garantire la corretta applicazione della Convenzione bilaterale e affrontare le numerose questioni aperte”. La prima è relativa alla disparità di trattamento, come l’inadeguata indicizzazione della franchigia fiscale, il riconoscimento parziale del credito d’imposta, la mancata applicazione della legge 104/1992 per l’assistenza a familiari disabili e l’esclusione da alcuni bonus sociali e fiscali destinati ai lavoratori residenti in Italia. “La situazione più grave riguarda però la doppia imposizione fiscale che da oltre due anni colpisce pensionati ex frontalieri residenti nel Riminese, a causa di una interpretazione restrittiva da parte dell’Agenzia delle entrate regionale”.
L’obiettivo è tutelare con efficacia i diritti dei lavoratori frontalieri, garantendo loro un trattamento fiscale e sociale equo, nel rispetto delle normative e della collaborazione tra i due Stati”.
A questa situazione si è aggiunta, nel frattempo, la riforma dell’Igr da parte del Governo sammarinese che prevede un ulteriore discrimine con l’eliminazione della possibilità di usufruire delle detrazioni previste dall’adesione al circuito SMaC.