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Frontalieri, incontro governo-sindacati

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Mercoledì 26 maggio nuovo appuntamento sui temi del frontalierato. Per il sindacato serve un documento contro la doppia-tassa

San Marino, 25 maggio 2004

Mercoledì 26 maggio alle 10 a Palazzo Mercuri incontro per discutere la “Proposta di regolamento di avviamento al lavoro e di trattamento dei lavoratori frontalieri”, presentata dal Congresso di Stato.

Questo appuntamento servirà anche per fare il punto sulla vicenda della doppia tassazione dei redditi.
Il sindacato sammarinese da mesi spinge per una soluzione “diplomatica”, invitando il Congresso di Stato a siglare un documento comune con tutte le parti sociali sul nodo della fiscalità e dei diritti.
Documento, ha più volte detto il segretario della CDLS Marco Beccari, in cui si chieda a Roma il pieno rispetto degli accordi internazionali sottoscritti nel 2002, a partire dalla proroga della dual-tax.

Sul fronte italiano, invece, c’è da registrare l’impegno del vice ministro alle Attività Produttive, Adolfo Urso, ad affrontare la questione fiscale degli oltre 5 mila lavoratori italiani occupati in Repubblica. Una delegazione del comitato frontalieri, guidata dal segretario della Federazione Industria CDLS, Giorgio Felici, ha infatti incontrato domenica 23 maggio a Rimini il vice ministro Urso.

Durante l’incontro Felici ha spiegato che “la doppia tassa va a colpire solamente i lavoratori occupati sul Titano, creando così una inaccettabile discriminazione fra le diverse aree del frontalierato presenti in Italia e che la convenzione italo-sammarinese del 2002 prevedeva una specifica legge ordinaria meno penalizzante per i redditi dei lavoratori”.
Il vice ministro si è detto disponibile ad affrontare la questione con i colleghi della maggioranza di governo, a partire dalla discussione che si aprirà sulla nuova manovra finanziaria. Disponibilità anche a rivedere l’attuale trattamento fiscale, ma con tempi di intervento piuttosto lunghi.

“Sia il varo di una legge ordinaria specifica, sia una modifica da inserire nella legge finanziaria del 2005 – ha detto infatti Urso – prevedono un iter parlamentare di almeno un anno. Per questo valuterò con i colleghi della maggioranza se esistono altre strade legislative per dare una risposta chiara ai lavoratori italiani occupati a San Marino”.

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