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FERMIAMO IL SALASSO FISCALE SULLE PENSIONI DEI FRONTALIERI

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San Marino, 12 gennaio 2023. “Dobbiamo fermare il salasso fiscale sulle pensioni di oltre 2.300 ex lavoratori frontalieri”. È l’allarme lanciato dai Segretari Generali Enzo Merlini (CSdL), Gianluca Montanari (CDLS) in seguito a diverse segnalazioni dei pensionati.

Dopo la ratifica della convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni, avvenuta nel 2013, il Governo sammarinese annunciò la risoluzione definitiva della vicenda relativa alla tassazione dei pensionati ex frontalieri, ovvero che si sarebbero pagate solo a San Marino. Di diverso parere è l’Agenzia delle Entrate, che ha inviato le contestazioni a coloro che addirittura hanno pagato le tasse in Italia, recuperando però le trattenute sammarinesi. A questi pensionati viene chiesto di versare anche l’equivalente delle imposte pagate a San Marino, con tanto di sanzioni ed interessi, perpetrando di fatto il principio della doppia imposizione, che la Convenzione si prefiggeva di evitare.  “Che le interpretazioni fossero difformi – affermano i segretari sindacali – lo si sapeva da un pezzo, ma nessuno ha preso l’iniziativa per dirimere la controversia, con il risultato che, a distanza di quasi 10 anni, vi sono decine di pensionati che rischiano un salasso pesantissimo, oltre che ingiusto”.

La controversia ruota attorno all’articolo 18 della Convenzione che, in caso di pensioni erogate nell’ambito della legislazione di sicurezza sociale (leggasi l’ISS), prevede che l’imponibile venga tassato soltanto in detto Stato, ovvero San Marino. Interpretazione contestata dall’Agenzia delle entrate della Regione Emilia Romagna che individua la potestà fiscale solo nello Stato residente, ovvero l’Italia, senza neppure il riconoscimento del credito d’imposta.

“La Commissione tecnica tra i due Stati prevista dalla Convenzione – sottolineano Merlini e Montanari – deve al più presto uscire dallo stallo normativo-diplomatico e dirimere in via definitiva la questione della potestà fiscale sui redditi da pensione. In attesa che ciò avvenga si auspica la sospensione delle summenzionate azioni intraprese dall’Agenzia delle Entrate”.

“Oltre al danno, la beffa”, puntualizza Agostino D’Antonio, presidente del CSIR, il consiglio sindacale interregionale San Marino, Emilia Romagna-Marche. “Tutto ciò è avvenuto in concomitanza con la discussione della Legge di Bilancio: grazie ad un emendamento presentato dai parlamentari liguri, il governo italiano ha tagliato le tasse degli ex lavoratori frontalieri monegaschi dal 23% al 5%, equiparandole a quelle già previste per le pensioni transfrontaliere della Svizzera, mentre coloro che percepiscono la pensione da San Marino dovrebbero pagare le tasse per intero, oltre a non poter recuperare le imposte trattenute dall’ISS. Alla faccia dell’equità di trattamento”. 

“Occorre pertanto sollecitare la Commissione tecnica tra i due Stati prevista dalla Convenzione – concludono i segretari sindacali – per uscire al più presto dallo stallo e dirimere in via definitiva la questione della potestà fiscale sui redditi da pensione. Frattanto, fermo restando la necessità di consentire l’utilizzo del credito d’imposta, si rende necessario adottare nei confronti degli ex frontalieri di San Marino una drastica riduzione della tassazione italiana analogamente a quanto attuato in favore dei precettori di pensioni erogate da Monte Carlo”.