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Fabbriche agitate

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Rinnovo del contratto industria fermo. L’assemblea dei rappresentati sindacali decide 15 ore di sciopero.

San Marino, 5 maggio 2005

Braccia incrociate per 15 ore. L’assemblea dei rappresentati sindacali dell’industria, riunita giovedì 5 maggio a Fiorentino, ha deciso di dare uno scossone alla vertenza contrattuale.

Lo scoglio principale è la rigidità dell’Associazione Industriali sul tema delle regole dei lavori precari. “L’assemblea sindacale – si legge nell’ordine del giorno finale – valuta in maniera estremamente negativa la posizione assunta dall’Anis in merito alle politiche del lavoro, ritenendo conclusa la trattativa con il sindacato per trasferire il confronto a livello tripartito”.
Un atteggiamento ritenuto “inaccettabile” perché mira a “ridimensionare” il ruolo del sindacato su una materia determinante per le condizioni dei lavoratori.

Per i rappresentati sindacali della FLI-CSU è invece fondamentale ripartire dagli accordi sottoscritti nel dicembre del 2002, ovvero da quelle serie di norme che disciplinano l’avvio al lavoro, la regolamentazione dei lavori atipici e la stabilizzazione dei frontalieri.

Ma anche sui capitoli sociali ed economici del contratto, il bilancio della trattativa con l’Anis è stata giudicata dall’assemblea largamente insufficiente.
Diverso invece il giudizio nei confronti dell’Osla, l’altra organizzazione imprenditoriale interessata al contratto industria. “Le proposte – si legge nel documento finale – avanzate dall’Osla sul tema delle politiche del lavoro costituiscono una buona base di discussione, anche se permangono ancora diversità importanti sulle problematiche dei frontalieri e gli impegni occupazionali delle agenzie di lavoro interinale”. E con questa associazione di categoria il confronto continua.

L’ordine del giorno contiene anche un “richiamo” al governo sul fronte della riforma del mercato del lavoro, “in quanto la sua proposta di legge ha avvallato le tesi dell’Anis”, senza tra l’altro “fornire nessuna risposta in merito alle rivendicazioni di interesse pubblico contenute nella piattaforma sindacale”, e che hanno portato la CSU ad effettuare lo scorso 16 marzo lo sciopero generale.

“Chiede pertanto alle controparti – continua il documento finale – il rilancio della trattativa su basi di disponibilità completamente diverse rispetto a quelle espresse fino ad oggi”.

L’appuntamento per una prima verifica di questa disponibilità è in calendario per martedì 10 maggio, quando si terrà un nuovi incontro con l’Assoindustria.

Nel frattempo, sono state proclamate 15 ore di sciopero da svolgersi in maniera articolata entro il 20 maggio. Iniziativa che non interessa le aziende associate all’Osla.

L’assemblea dei rappresentati sindacali ha infine incaricato la segretaria della FLI-CSU di riconvocare per martedì 24 maggio l’attivo generale della federazione per verificare lo stato delle trattative. In assenza di risultati concreti, ritornerebbe di attualità la proposta di un secondo sciopero generale, “considerando che le politiche del lavoro e quelle sociali interessano i lavoratori di tutti i settori”.

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