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CSdL e CDLS hanno incontrato l’Ambasciatore d’Italia a San Marino

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L’Ambasciatore d’Italia a San Marino, S.E. Fabrizio Colaceci, ha risposto all’invito dei Sindacati, “per capire la profondità della presenza sindacale in territorio”. Nel corso della visita, durata oltre due ore, ha riconosciuto che il sindacato è un presidio di democrazia, come dimostrato dalla battaglia condotta unitariamente sulla Riforma IGR, culminata nei due scioperi generali. “La possibilità di adesione parziale alle detrazioni Smac è stata una scommessa vincente”, hanno sottolineato i Segretari CSU.

Gli stessi hanno ribadito che “I lavoratori e le lavoratrici frontalieri rappresentano una risorsa importante per San Marino. Per questo intensificare i rapporti con l’Ambasciata d’Italia è importante per estendere reciprocamente le tutele.”

Anche per le aree limitrofe, circa 9.000 lavoratori impiegati a San Marino rappresentano un beneficio non solo sul piano occupazionale ma anche economico, in quanto il loro reddito viene reimmesso nel territorio italiano.

Non poteva mancare un riferimento alla attesa firma dell’Accordo di Associazione all’Unione Europea; l’Ambasciatore ha espresso il suo compiacimento per questo storico traguardo che San Marino dovrebbe raggiungere, si auspica il più rapidamente possibile, nella convinzione che le migliori prospettive per il Paese siano quelle dell’integrazione con l’Europa, e non certo dell’isolamento.

L’incontro ha permesso di toccare alcune problematiche sui rapporti tra i due Paesi e che riguardano i lavoratori non residenti e i pensionati ex frontalieri. Gli accordi del 1939 tra Italia e San Marino sono stati fondamentali, ha sottolineato l’Ambasciatore, e hanno permesso di valorizzare l’identità dei due Paesi.

A loro volta, i Segretari Generali hanno evidenziato la necessità di modificare e integrarein alcune parti la Convenzione bilaterale del 1974.

Tra i problemi tuttora aperti, spicca il riconoscimento dei permessi retribuiti per assistere i familiari non autosufficienti; i Sindacati chiedono da tempo al Governo sammarinese di riconoscerli anche ai lavoratori frontalieri, in particolare per coloro che non hanno parenti che possano utilizzarli in Italia. Ciò, auspicando il raggiungimento della reciprocità, integrando la Convenzione.

Circa l’impossibilità del cumulo, per i dipendenti pubblici, dei contributi pensionistici versati in parte a San Marino e in parte in Italia, la CSU teme che la soluzione del problema, prevista dall’Accordo di Associazione con l’Unione Europea, non risolverà le situazioni pregresse. Se così fosse, anche questo passaggio della Convenzione bilaterale andrebbe rivisto con effetto retroattivo.

Altri temi sono il superamento della disparità di trattamento per gli ammortizzatori sociali – rivedendone le competenze, attualmente a totale carico dell’ISS anche se percepiti in Italia – ed il riconoscimento integrale del credito d’imposta sul reddito da lavoro frontaliero in Italia.

I Segretari CSU hanno nuovamente ripercorso la vicenda relativa alla diversa interpretazione da parte della Agenzia delle Entrate Emilia Romagna circa la tassazione dei pensionati ex frontalieri, tuttora aperta e irrisolta. Nonostante diverse sentenze della Corte di Cassazione hanno ribadito il principio secondo il quale le pensioni erogate all’interno di un sistema di sicurezza sociale vanno intese in senso estensivo, ovvero anche quelle maturate a fronte di pagamento obbligatorio di contributi, quali le pensioni di vecchiaia e anzianità.

La questione va risolta con un chiarimento a livello politico tra i due Paesi, senza attendere il pronunciamento specifico della stessa Corte, che non arriverà prima di 4 o 5 anni, mentre nel frattempo i pensionati ex frontalieri dovrebbero continuare a vivere gravati da questa spada di Damocle.

Si è quindi proceduto ad uno scambio di valutazioni sul tema molto complesso e delicato della cittadinanza, che riguarda i tanti cittadini che possiedono sia quella sammarinese che quella italiana.

Infine lo stesso Ambasciatore ha richiesto la collaborazione del sindacato per supportare le iniziative di informazione per agevolare la conoscenza del diritto a riacquisire la cittadinanza italiana a cui, soprattutto le donne avevano dovuto rinunciare per ottenere quella sammarinese; questa possibilità esiste a fronte di una recente normativa che lo consente al verificarsi di specifiche condizioni. La CSU si è dichiarata disponibile a fornire, con le modalità che verranno individuate, la collaborazione richiesta.

La CSdL e la CDLS auspicano che il clima di dialogo, che si è fortificato a seguito della visita, prosegua e permetta di tenere canali di confronto aperti per risolvere le tematiche attuali e quelle che potrebbero presentarsi in futuro che interessano i lavoratori e le lavoratrici nonché i cittadini di entrambi i Paesi.

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