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CRISI ALLUMINIO: PREOCCUPAZIONE PER IL FUTURO DI 250 LAVORATORI

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Futuro incerto per i dipendenti dell’Alluminio Sammarinese: una delle più importanti aziende del sistema economico del Titano. Si parla di una fase di crisi per l’impresa specializzata nella produzione di profili in alluminio. Bocche cucite sullepossibili cause, ma il dossier è già sul tavolo di Governo e sindacati. C’è preoccupazione per il futuro di circa 250 dipendenti. Al momento massimo riserbo, ma le indiscrezioni si susseguono e si stanno facendo sempre più insistenti.

Cosa sta succedendo all’azienda? “Questo lo potrà dire solo chi è responsabile” della situazione, risponde il segretario al Lavoro, Teodoro Lonfernini. “Quello che posso dire, in base alle indiscrezioni che stanno circolando, è che siamo di fronte a una crisi d’impresamolto forte. Dobbiamo intervenire per salvaguardare il futuro dell’azienda come importante impresa del nostro territorio ma, soprattutto, il piano occupazionale”. Il Congresso è venuto a conoscenza della questione nei giorni tra Natale e il periodo immediatamente successivo, spiega il Segretario, e ci si è subito attivati. Le responsabilità, spiega, non dovranno essere appurate dal Governo, ma se ne occuperanno altre autorità. Questo, però, ha alzato al massimo la preoccupazione: “abbiamo istituito dei tavoli, anche con la società, per capire come intervenire”. 

Elemento rilevante della vicenda: l’unione di intenti tra Governo, sindacati e banche. Obiettivo, spiega Lonfernini, è cercare di contenere i possibili effetti negativi sul sistema economico e sociale. “Conseguenze che – rimarca – potrebbero impattare in modo importante”. Positiva, aggiunge, anche la collaborazione con i legali che rappresentano la società. Csdl, Cdls e Usl si stanno occupando del caso da ottobre, dialogando con dipendenti e istituzioni.

“Governo e sindacati – prosegue Lonfernini – si confrontano continuamente per capire come tutelare” i lavoratori. “Stiamo pensando a interventi straordinarie stiamo avviando il sistema di tutele sociali. Sindacati, Esecutivo, banche e dipendenti hanno svolto un ruolo di grandissima responsabilità”, quando, invece, essa doveva “provenire da qualche altra parte, in primis da chi ha governato l’impresa”.

San Marino RTV, febbraio 2024

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