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CONTRATTO INDUSTRIA: MARATONA REFERENDARIA NELLE FABBRICHE

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San Marino, 22 marzo 2023. Procedono a ritmo serrato le assemblee referendarie sui posti di lavoro: una vera e propria maratona di circa 200 appuntamenti per estendere gli aumenti e le tutele contrattuali a tutti i lavoratori del settore industria. Si tratta di un passaggio previsto dalla legge della Rappresentatività (59/2016), che impegnerà le organizzazioni sindacali fino a primavera inoltrata.

Questa capillare consultazione referendaria è indispensabile – spiegano i segretari delle Federazioni Industria, Agostino D’Antonio (CSdL), Paride Neri (CDLS) Enrico Biordi (USL)- per veder riconosciuta l’efficacia erga omnes al contratto collettivo del settore industriale sottoscritto il 7 dicembre del 2022 dalle tre organizzazioni sindacali e l’Associazione Industria”.

Sono circa 10.000 i dipendenti delle aziende che aderiscono al contratto collettivo del settore industriale. “Il loro voto è importante – sottolineano i tre segretari delle Federazione Industria – perché potranno estendere i medesimi diritti economici e normativi a tutti i lavoratori del settore. L’efficacia erga omnes costituisce infatti un vero e proprio vincolo che obbliga tutte le aziende di un determinato settore ad applicare il relativo contratto collettivo, a prescindere dal fatto che le stesse siano iscritte o meno all’associazione datoriale che lo ha firmato”.

In caso di prevalenza del si, quindi, le aziende che non avranno ancora erogato gli aumenti stabiliti fin dallo scorso aprile (3% da gennaio 2022 e 2,4% da gennaio 2023), dovranno obbligatoriamente corrispondere gli interi arretrati e adeguare le relative tabelle retributive.

“La posta in gioco è altissima – affermano Agostino D’Antonio, Paride Neri, Enrico Biodi  – perché la difesa del principio dell’erga omnes è un baluardo imprescindibile nella tutela dei diritti di ciascun lavoratore del comparto e non lasciare così indietro nessuno. Per questo chiediamo a tutti i lavoratori, operai ed impiegati, di partecipare alle assemblee referendarie convocate sui posti di lavoro”.

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