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Contratto in ritardo

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Lavoratori pubblici riuniti al Teatro di Borgo. Il segretario FPI-CDLS Antonio Ceccoli chiede un colpo di acceleratore sul rinnovo del contratto.

San Marino, 20 aprile 2005

Tra ritardi e scogli economici. Il segretario della Federazione Pubblico Impiego della CDLS, Antonio Ceccoli, apre i lavori dell’assemblea degli statali e torna alla carica sul rinnovo contrattuale della PA.

“Il rispetto dei ruoli, le riforme, le politiche sociali, i contratti non possono attendere. E finora le risposte non sono state soddisfacenti”, ha affermato Antonio Ceccoli davanti alla platea dei rappresentati sindacali riuniti al Teatro di Borgo

Il segretario sindacale ha ricordato che negli ultimi tre mesi gli incontri con il governo sono stati numerosi. Si è discusso soprattutto delle materie da regolamentare e di Dotazione organica minima, ovvero delle risorse professionali per far funzionare uffici e servizi pubblici.

E i risultati? Per Ceccoli siamo di fronte al classico bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto: “Spiragli, o forse più, per quanto riguarda i trasferimenti per motivi di salute, la mobilità, il part-time per motivi personali, i titoli di studio e la definizione di Dotazione Organica Minima, anche se va precisato che il documento che ci ha consegnato il governo non è completo e la sua proposta complessiva arriverà entro il 31 maggio. Ciò naturalmente comporta una ulteriore integrazione e quindi una dilazione dei tempi”.

Preoccupazioni e critiche si concentrano sul versante contrattuale. Antonio Ceccoli è tornato ad esprimere il disappunto delle Federazioni del Pubblico Impiego per lo slittamento confronto, prima fissato per lunedì 18 aprile e poi rinviato a lunedì 25 aprile: “Un comportamento non troppo rispettoso delle parti e della necessità per i lavoratori di avere un rinnovo contrattuale dopo quattro mesi dalla scadenza”.

E in vista dell’appuntamento di lunedì 25 aprile ( ore 15 a Palazzo Mercuri), il segretario della FPI-CDLS ha anticipato l’intenzione del governo far partire la trattativa sulla parte normativa, lasciando per il momento in sospeso la parte economica.

“Più volte abbiamo sottolineato alla delegazione governativa, in occasione degli incontri fatti, che la nostra richiesta economica tiene conto della situazione globale e di quanto i lavoratori hanno ‘lasciato’ nel precedente contratto. Ma il Segretario agli Interni – ha rivelato Ceccoli all’assemblea – ci ha già detto che non condivide affatto le nostra richiesta, cifra fissa alta e percentuale, perché appiattisce e modifica di molto il rapporto fra i livelli: la proposta del governo quindi tenderebbe, almeno da quanto siamo riusciti a capire, a privilegiare la percentuale sulla cifra fissa”.

Si profila dunque un braccio di ferro sugli aumenti contrattuali? Il sindacato per ora attende l’apertura della trattativa. “Chiaramente il confronto di lunedì prossimo riveste una grande rilevanza, il contratto è un diritto e vogliamo chiuderlo nel più breve tempo possibile”, ha sottolineato Ceccoli, aggiungendo infine che “di fronte a questa scelta del governo i lavoratori non possono far altro che continuare a tenere alta la guardia e ribadire lo stato di mobilitazione già proclamato nel marzo scorso”.

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