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Continua la maratona nelle fabbriche

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Già svolte oltre 100 assemblee per discutere il nuovo contratto dell’industria. Da mercoledì 3 a venerdì 5 novembre altri 23 appuntamenti.

San Marino, 3 novembre 2004

Prosegue a ritmo serrato il confronto nelle fabbriche sulla piattaforma contrattuale dell’industria e artigianato. La Federazione Industria della CSU ha già svolto oltre 100 assemblee.

Da mercoledì 3 a venerdì 5 novembre in programma altri 23 appuntamenti. Il ciclo di assemblee si chiuderà entro la fine del mese.
I lavoratori interessati a questo rinnovo contrattuale sono 8 mila, in larga parte (6.400) occupati nelle industrie manifatturiere.

“Queste assemblee – spiega Giorgio Felici – rappresentano un importante strumento di partecipazione dei lavoratori alle scelte del sindacato. Oltre il 90 per cento dei delegati ha già espresso il proprio gradimento alla piattaforma contrattuale e anche nelle fabbriche stiamo registrando un ampio consenso”.

E’ la lotta alla precarietà l’obiettivo numero uno. “Questo nuovo contratto – prosegue Giorgio Felici – deve continuare lungo la strada aperta dall’ultima vertenza, ovvero introdurre regole e tutele certe nel nostro mercato del lavoro. Troppo spesso infatti la richiesta di flessibilità è sfociata nella pura e semplice precarietà, con il diffondersi del lavoro interinale e dei rapporti di consulenza”.

Non a caso il capitolo della piattaforma FLI-CSU dedicato alle assunzioni a tempo indeterminato introduce puntigliosamente una serie di regole per arginare la precarietà, ribadendo in primo luogo l’assoluta centralità del collocamento pubblico rispetto alle agenzie di lavoro temporaneo e prevedendo maggiori poteri per gli organi di controllo.

Altro punto centrale è la richiesta di maggiore attenzione ai bisogni dei genitori che lavorano con il consolidamento dei congedi parentali.

La piattaforma contrattuale si occupa anche di fisco e diritti dei lavoratori frontalieri. Per la FLI-CSU è urgente risolvere le problematiche fiscali attraverso un accordo bilaterale tra San Marino e Italia, che comprenda anche la questione sanitaria. Circa il trattamento normativo, si chiede la trasformazione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro per tutti i lavoratori frontalieri, salvaguardando la priorità occupazionale per sammarinesi e residenti.

 
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