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Consulenze, il Tribunale dà ragione al sindacato

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Importante sentenza riconosce l’uso improprio dei contratti di consulenza. La CDLS insiste: va avviata una verifica a tappeto sui lavori atipici.

San Marino, 16 aprile 2004

Contratti di consulenza, le imprese calpestano le regole. Anche il Tribunale di San Marino dà ragione alle proteste del sindacato.

Con una recente sentenza, il Magistrato del Lavoro ha accolto un ricorso presentato dalla Federazione Industria per una ex dipendente della società A&G, che è stata assunta con un contratto di consulenza, ma che ha svolto mansioni da lavoratrice dipendente.

“Attraverso un’articolata sentenza, il magistrato – spiega il segretario della Federazione Industria della CDLS, Giorgio Felici – ha accolto le richieste da noi avanzate, condannando l’azienda a versare la differenza tra quanto percepito come consulente e quanto invece aveva diritto come lavoratrice dipendente. Si tratta del primo grado di giudizio, ma siamo comunque di fronte una scelta giuridica che riconosce come fonte normativa quanto sottoscritto tra le parti sociali nell’ultimo contratto del settore industriale. Ovvero i precisi obblighi che regolamentano i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa”.

Felici quindi rinnova al governo l’invito ad avviare una verifica a tappeto nei confronti delle società o attività che utilizzano i contratti di consulenza. “Aspettiamo un risposta in tempi brevi, perché il fenomeno delle consulenze è molto diffuso, si parla di circa 1800 contratti, e l’uso distorto di queste assunzioni rappresenta una vera e propria piaga del nostro mercato occupazionale”.

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