CDLS alla presentazione Osservatorio Anis: 2025 e 2026 in miglioramento. Restano criticità su ricerca personale e incertezza mercati
L’Osservatorio Anis presentato alle parti sociali e alla politica. In quello che si è consolidato come appuntamento tradizionale per capire come si muove il comparto industriale sammarinese che rappresenta il 35% del PIL di San Marino.
La Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinesi era presente con una delegazione guidata dal Segretario Generale Milena Frulli. Le elaborazioni confermano il leggero calo del fatturato lo scorso anno, a fronte di un ritorno degli investimenti e l’aumento dell’occupazione. Così come lo studio vede un segno positivo sulla patrimonializzazione delle imprese e l’internazionalizzazione verso nuovi mercati.
Il 2025, stando le proiezioni, è invece in crescita – come riporta il settimanale economico Fixing – è così potrebbe essere anche per il 2026. anche se permangono delle criticità: come la difficoltà di individuare l’andamento del mercato. Così quasi il 30% delle aziende, interpellate dal questionario sottoposto a un campione significativo delle 286 aziende associazione Anis.
L’altra criticità emersa dalle risposte è la difficoltà a reperire manodopera qualificata: quasi una azienda su due, delle 84 interpellate che rappresentano il 76% dei ricavi. E da ultimo anche la ripresa della dinamica inflattiva che ha eroso i margini aziendali in diversi settori.
In estrema sintesi, il comparto industriale – secondo Anis – si mostra complessivamente in salute, con uno sguardo ottimista al futuro, cioè al 2026, soprattutto per quelle aziende impegnate nei settori Alimentare e Bio-Farma.
“Dati importanti, che confermano le tendenze del mondo del lavoro che cambia” – ha commentato Luca Villani, ufficio Studi e Ricerche della CDLS.
“La difficoltà nel reperire personale qualificato, nonostante l’aumento di investimenti ed un’economia nel suo complesso in salute, dimostra come sia necessario un cambio di paradigma per rimanere attrattivi verso i talenti. Per farlo è fondamentale mettere al centro delle scelte organizzative l’equilibrio vita-lavoro, leva strategica non solo economica ma anche sociale.”