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Avvisi di licenziamento

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La COTES vuole interrompere il contratto a 16 frontalieri. La FLI-CSU accusa: “Provvedimento ricattatorio” e i dipendenti scendono in sciopero.

San Marino, 27 giugno 2005

Lettere di licenziamento per 16 frontalieri firmate dalla COTES di Rovereta. Ma la Federazione Industria parla di provvedimento ricattatorio e i dipendenti sono scesi in sciopero nella mattinata di lunedì 27 giugno.

“Lo sciopero dei lavoratori COTES è stata la prima risposta a questi licenziamenti ricattatori”, afferma la Federazione Industria della CSU che ha proclamato lo stato di agitazione all’interno dell’azienda di Rovereta.Mobilitazione che continuerà nei prossimi giorni con l’obiettivo di bloccare le lettere di benservito.

“E’ dallo scorso mese di dicembre – accusa la Federazione Industria – che l’azienda di telecomunicazioni, che occupa 64 lavoratori, ha annunciato la decisone di tagliare il numero di dipendenti. Sono infatti partite 16 lettere di licenziamento, tutte indirizzate a frontalieri con una media di anzianità di 7-8 anni, in cui si preannuncia la fine del rapporto di lavoro a partire da venerdì 1 luglio”.

La FLI-CSU informa che la direzione della COTES ha motivato il taglio di personale “prevedendo con sette mesi di anticipo un calo di commesse, ma nel frattempo ha assunto lavoratori a cottimo e non sono mancati subappalti esterni”. Tant’è che la Federazione sindacale ha contestato il provvedimento, parlando di “motivazioni artificiose”.

La risposta della COTES è arrivata in questi giorni, nel mezzo di una difficile trattativa contrattuale .“Di calo di produzione – spiega la federazione sindacale – non si parla più, ma si chiede ai dipendenti con contratti a termine una maggiore flessibilità e reperibilità, aumenti di orari e carichi di lavoro e straordinari pagati senza maggiorazioni. Solo a fronte di questa disponibilità l’azienda sarebbe pronta a ridurre il numero dei licenziamenti“.

“Risposta dal netto sapore ricattatorio – insiste la FLI-CSU – che rappresenta un deciso passo indietro rispetto a quanto contenuto nell’ultimo contratto. Non solo, è rivelatrice di una strategia interna a una parte del mondo imprenditoriale: la stabilizzazione dei frontalieri non passa se non c’è anche la possibilità di alzare il livello della flessibilità, fino ad arrivare ai licenziamenti facili. Sarà un caso, ma la pretesa di licenziare senza veri motivi lavoratori assunti 8 anni fa arriva dalla COTES, cioè dall’azienda del vice presidente dell’ANIS. E arriva in un momento in cui il mercato delle telecomunicazioni non dà segnali di crisi, ma al contrario è in grande espansione. Al punto che si parla di un interessamento del vice presidente ANIS al via libera governativo per una terza società del settore. Allora che senso hanno le lettere di licenziamento?”.

Interrogativo che si accompagna al dubbio che tra i licenziati ci siano anche alcuni delegati sindacali. “Non sarebbe la prima volta – afferma infatti la Federazione Industria – che la direzione della COTES tenta di dare il benservito ai lavoratori più impegnati sul fronte sindacale. E’ già successo in passato, c’è il forte rischio che succeda anche stavolta”.

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