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Sul rinnovo del contratto e le politiche del lavoro la Federazione Industria della CSU punta il dito contro governo e imprenditori.

San Marino, 14 aprile 2005

La trattativa per il rinnovo dei contratti dell’Industria e dell’Artigianato prosegue al rallentatore. In stallo poi la riforma del mercato del lavoro. E la Federazione Industria della CSU punta il dito contro le associazioni imprenditoriali e il governo.

Sul versante contrattuale, la Federazione sindacale spiega che con l’Associazione degli Artigiani finora non si è andati oltre l’incontro di illustrazione della piattaforma, mentre con l’Associazione degli Industriali l’ultimo incontro risale al mese di febbraio.
Solo con l’Osla si sono aperti alcuni spiragli. “La nota positiva è data dal fatto che questa organizzazione imprenditoriale ha espresso una formale disponibilità ad iniziare un percorso che porti alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro dei frontalieri e non ci sono pregiudiziali sulle proposte in marito ai lavori atipici”.

Restando in tema di politiche del lavoro, la FLI-CSU ricorda che la recente proposta avanzata dall’Anis è praticamente una fotocopia della bozza di riforma presentata dal governo, “quindi inaccettabile”.

Per il sindacato il punto di partenza resta l’accordo contrattuale del 2002, che contiene una precisa regolamentazione dei lavori atipici (interinali, consulenze, distacchi) e impegni per stabilizzare i lavoratori frontalieri: “Accordo a suo tempo sottoscritto dalla stessa Associazione Industriali, ma mai applicato correttamente”.
Al punto che la FLI-CSU ha elaborato una nuova stesura. “Ma mai presa in considerazione dagli industriali”.

Quanto alla parte sociale ed economica della piattaforma contrattuale, la Federazione Industria fa sapere che l’Anis ha comunicato di avere predisposto una controproposta: “Ma non è stato possibile fissare nuovi incontri per valutarla”.

Altra nota dolente è il ruolo del governo. “Durante l’incontro di mercoledì 13 aprile – informa sempre la FLI-CSU – dedicato appunto all’illustrazione della piattaforma sindacale, l’Esecutivo non ha fornito nessuna risposta alle richieste di carattere sociale, mentre sul capitolo relativo ai lavori atipici e frontalieri il suo atteggiamento è stato ambiguo”.

Un’ambiguità che il sindacato spiega così: “Se da una parte infatti sono state ventilate disponibilità in merito alla trasformazione a tempo indeterminato dei contratti dei lavoratori frontalieri, disponibilità accompagnata dalla precisazione che il lavoro interinale si possa effettuare solo dopo aver consultato gli iscritti nelle Liste di Collocamento, dall’altra si registrano dichiarazioni di esponenti dello stesso governo e dei partiti di maggioranza in base alle quali occorre, parallelamente, allargare la possibilità di assunzioni precarie anche nei confronti dei lavoratori sammarinesi e residenti”.

Una sorta di “scambio” che non piace per niente alle organizzazioni sindacali, anche perché “il processo di precarizzazione sta già coinvolgendo un numero sempre più consistente di lavoratori sammarinesi”.

Infine, la Federazione Industria sottolinea che l’atteggiamento delle controparti pubbliche e private “dimostra di non tenere in considerazione” la grande partecipazione allo sciopero generale del 16 marzo scorso. “Quando migliaia di lavoratori pubblici e privati sono saliti sul Pianello per dire un chiaro e forte no alla precarietà dei rapporti di lavoro. E per rivendicare la positiva chiusura dei contratti, passaggio indispensabile per affrontare con serenità la partita delle riforme, quella del mercato del lavoro e delle pensioni in testa”. Insomma: “un atteggiamento irresponsabile”.
Così, “se non vi saranno evoluzioni positive nella trattativa”, entro la prossima settimana sarà convocato il Direttivo FLI-CSU “per decidere nuove iniziative da intraprendere”.

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