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Arroganza

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La FLI-CSU denuncia: licenziamenti a senso unico al calzaturificio Titan. Manifestazione dei lavoratori per venerdì 7 ottobre.

San Marino, 4 ottobre 2005

Il calzaturificio Titan non sente ragioni e accelera i 60 licenziamenti. La denuncia arriva dalla FLI-CSU che annuncia una manifestazione di protesta per venerdì 7 ottobre.

“Dopo l’incontro informale con i liquidatori della società avvenuto nelle scorse settimane – afferma la Federazione Industria della CSU – che non ha prodotto risposte convincenti rispetto alle motivazioni di chiudere un’azienda che gode ottima salute, adesso i liquidatori hanno deciso di fissare unilateralmente tempi e modi per licenziare i dipendenti”.
Scelta motivata da obblighi di legge che imporrebbero alla società in liquidazione volontaria di chiudere immediatamente ogni attività, ma che per il sindacato rappresenta solo una “mossa vergognosa e arrogante”“.

“Non solo si chiude un’azienda senza fornire spiegazioni plausibili, ma dopo anni di lavoro ad alta professionalità ci si vuole liberare dei dipendenti ancora prima del dovuto”, accusa la FLI-CSU, ricordando che le lettere di licenziamento sono arrivate quando le procedure per la riduzione del personale sono ancora in corso: “Il primo incontro previsto dalla legge è fissato per il prossimo 7 ottobre alle 11 presso la sede dell’ANIS”.

“Ovviamente – insiste la federazione sindacale – i diritti dei lavoratori non possono essere messi in discussione e se persisterà tale atteggiamento impugneremo in tutte le sedi questi provvedimenti presi illegalmente”.

“Cosa si vuole dimostrare con questa arroganza?”, si chiede infine la FLI-CSU. Interrogativo che sarà al centro dell’incontro in calendario venerdì 7 ottobre. E per la stessa giornata è stata convocata alle 9.30 una manifestazione dei dipendenti di fronte al calzaturificio Titan. “Per rivendicare il rispetto dei loro diritti e per una alternativa occupazionale che tenga conto delle loro professionalità”. La FLI-CSU ha già chiesto anche un incontro preliminare con il governo, invitandolo a svolgere un “ruolo attivo” nell’individuazione delle migliori soluzioni possibili.

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