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Ancora tutti sul Pianello

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La Segreteria CSU ha proclamato un nuovo sciopero generale per lunedì 20 giugno. Irrisolti i nodi della precarietà e delle nuove pensioni.

San Marino, 2 giugno 2005

Sciopero generale, arriva il bis. Lo ha deciso, giovedì 2 giugno, la segreteria della CSU. La goccia che ha fatto traboccare il vaso della protesta sono i nodi irrisolti della precarietà e il futuro delle nostre pensioni.

Lo sciopero generale bis è fissato per lunedì 20 giugno dalle 9 alle 12.

Al termine della riunione di segreteria, la Centrale Sindacale Unitaria ha spiegato che la nuova mobilitazione di tutti i lavoratori si rende necessaria “sia per il raggiungimento di riforme condivise sulle politiche del lavoro e sulle pensioni, che per consentire la rapida e positiva sottoscrizione dei rinnovi contrattuali ancora aperti: industria e artigianato, PA e Azienda di Produzione”.

Circa i contratti della PA e dell’Industria, il quadro non è roseo da tempo: con le controparti che hanno risposto picche su gran parte delle richieste normative ed economiche contenute nelle piattaforme sindacali.

Ma è il fronte delle riforme del mercato del lavoro e delle pensioni che continua a preoccupare il movimento sindacale, soprattutto dopo l’intenzione del governo di scavalcare il confronto e portare entro giugno i due progetti di legge in prima lettura in Consiglio.

“Dopo lo sciopero generale del 16 marzo – sottolinea la CSU – il governo non ha presentato proposte sulla riforma delle politiche del lavoro condivise, ossia finalizzate ad affermare la stabilità di tutti i rapporti di lavoro, regolamentare correttamente i lavori atipici, garantire i diritti del lavoro e le pari opportunità. Riforma – continua il sindacato – strettamente collegata ai contratti di lavoro, e in particolare a quello dell’industria, la cui piattaforma è fortemente caratterizzata dalle tematiche relative ai diritti del lavoro”.

Riguardo alla riforma previdenziale, la Centrale Sindacale ricorda che negli ultimi incontri il governo “si è limitato a presentare una serie di dati attuariali e proiezioni di sistema, ma non ha ancora formulato proposte di legge in grado di rendere possibile il confronto”.

Secco quindi l’altolà della CSU a far partire l’iter consiliare sulle due riforma, definendola una “volontà unilaterale e provocatoria del governo”. “Dopo tanti anni di ritardi, – conclude il sindacato – queste riforme sono urgenti e vanno fatte, ma per la loro fondamentale importanza sulle condizioni di vita delle persone, devono essere concertate e condivise dal movimento sindacale, per affermare i diritti nel mondo del lavoro e assicurare pensioni certe e dignitose ai cittadini, evitando rischi di povertà ed emarginazione sociale”.

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