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Ancora stop a scacchiera

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Contratto pubblico e silenzi. Nuovo pacchetto di scioperi a singhiozzo nella PA da mercoledì 22 giugno e venerdì 8 luglio.

San Marino, 21 giungo 2005

Ancora scioperi a scacchiera nella PA. Da mercoledì 22 giungo a venerdì 8 luglio i dipendenti pubblici si fermano a singhiozzo per il contratto. Lo sciopero generale di lunedì non ha dunque esaurito la stagione della conflittualità.

Per le Federazioni dei dipendenti pubblici della CSU il bilancio negoziale resta segnato dal “silenzio” del governo. Così da mercoledì riprendono gli stop di 4 ore e i primi settori interessati sono le farmacie e le scuole d’infanzia.

“Inaccettabile – è stato il commento dell’ultimo direttivo unitario del pubblico impiego – l’atteggiamento del governo che, chiuso dentro il suo silenzio, dimostra di non avere compreso i criteri ispiratori delle richieste sindacali”.

Tant’è che il segretario della CDLS, Marco Beccari, nei giorni scorsi ha chiesto al governo di uscire dai tatticismi e battere un colpo: “Con l’Esecutivo la trattativa ruota attorno ad un doppio nodo: economico e normativo, soprattutto gli scatti di anzianità e l’aumento delle ferie per i dipendenti del contratto privatistico e per i salariati dell’Azienda di Produzione. E’ chiaro – ha sottolineato il segretario Beccari – che sul fronte retributivo nessuna trattativa può chiudersi centrando il 100% delle rivendicazioni, però oggi le cifre messe in campo dal governo sono ancora troppo lontane dalle proposte sindacali. Serve insomma da parte della controparte un nuovo passo nella direzione del buon senso”.

E le cifre in campo sono note: l’offerta governativa è di 14 euro in cifra fissa più l’1,4% sul solo piede retributivo, mentre le richieste sindacali puntano ad un aumento di 60 euro in cifra fissa e dell’1,5% da calcolarsi su base retributiva e scatti.

Sulle divergenze di natura economica, il direttivo del Pubblico Impiego ha sempre sottolineato che le richieste sindacali “sono improntate alla solidarietà tra i livelli retributivi medio alti e coloro che, percependo stipendi più bassi, soffrono maggiormente l’incidenza del caro vita”.

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