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28 luglio: San Marino ricorda l’anniversario della caduta del Fascismo e Festa della Libertà

28 Luglio 2025

Due giorni dopo la deposizione di Benito Mussolini in Italia, un manifesto a firma dei Capitani Reggenti Marino Michelotti e Bartolomeo Manzoni Borghesi annunciava lo scioglimento del Partito Fascista Sammarinese. Era il 27 luglio 1943, e si chiudeva una pagina della storia sammarinese lunga 20 anni.

Ma fu il 28 Luglio 1943 che la popolazione sammarinese dimostrò con forza di desiderare la fine del regime: nel Teatro Concordia di Borgo Maggiore si svolse un grande comizio popolare a cui parteciparono migliaia di persone di ogni estrazione sociale provenienti da tutti i Castelli della Repubblica. La folla votò per acclamazione un Ordine del Giorno da presentare alla Reggenza, che prevedeva lo scioglimento del Consiglio Principe e Sovrano e la sua sostituzione con un Comitato costituito da pochi membri.

La manifestazione si mosse verso Città, dove la Reggenza accettò di sciogliere il Consiglio e di formare un Governo provvisorio in attesa di nuove elezioni. Il pomeriggio di quello stesso giorno si tenne la prima seduta del Consiglio di Stato, che con la sua prima deliberazione portò il numero dei suoi componenti da venti a trenta.
La proposta era stata accettata a una condizione: “che la transizione avvenisse nella calma e nella moderazione affinché la manifestazione non degeneri in baraonda e in violenza”, come scrisse il professor Francesco Balsimelli in un suo diario.

Oggi si celebra l’82esimo anniversario della liberazione dal regime fascista e, dal 2013, anche Festa della Libertà della Repubblica.