Infortuni sul lavoro: CISL Romagna, dati preoccupanti
Come riportato da CISL Romagna, secondo dati Inail, nel 2024 si sono registrati quasi 12mila infortuni sul lavoro nelle province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna.
Preoccupante anche il numero di morti sul lavoro, 12 per quanto riguarda le province romagnole sopra citate. Critico anche il fenomeno delle malattie professionali che nel 2024 ammontavano a più di 1000, con un incremento del 14% rispetto al 2023 in cui se ne contavano circa 920.
Si tratta di patologie insorte nel tempo, dovute a condizioni di lavoro prolungate, spesso anche connesse all’esposizione a sostanze nocive, allo spostamento manuale di carichi, a posture forzate o a microtraumi costanti.
“Questi dati – afferma il Segretario Generale CISL Romagna Francesco Marinelli – evidenziano la necessità di mantenere alta l’attenzione su alcuni ambiti lavorativi particolarmente esposti. L’obiettivo condiviso – continua Marinelli – deve essere quello di garantire tutele effettive e tempestive, valorizzando il ruolo della prevenzione e rafforzando, allo stesso tempo, tutti gli strumenti che rendono il sistema più efficace e vicino alle persone”.
Sul Titano, invece, l’UOC Medicina Legale e Fiscale ha accolto 380 denunce per infortuni sul lavoro nel 2024, nessuno dei quali mortali. L’età media delle persone coinvolte si aggira attorno ai 43 anni.
La durata media della prognosi assegnata dal Pronto Soccorso è di circa 10 giorni, con 40 casi in cui la prognosi inziale era maggiore o uguale a 30 giorni.
La Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinesi ha ripetutamente espresso la necessità di investire sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Garantire ambienti di lavoro sicuri significa tutelare la dignità e la vita dei lavoratori, migliorare la produttività e ridurre i costi sociali ed economici legati agli infortuni. Nessun datore di lavoro può sottrarsi a questa responsabilità.