| Botta e risposta sui contratti di consulenza. Il vice segretario CDLS Montanari replica all’Assoindustria.
San Marino, 21 aprile 2004 Il Tribunale dà ragione al sindacato, l’Assoindustria subito minimizza. A far discutere è la recente sentenza che ha condannato un’azienda che non ha rispettato le regole sui contratti di consulenza. L’Anis ha liquidato la vicenda come un “episodio di cronaca giudiziaria” e ha immediatamente puntato il dito contro il sindacato, reo di orchestrare un a “campagna distruttiva contro l’istituto della collaborazione coordinata continuativa”. “Sono mesi – ribatte Luca Montanari, vice segretario CDLS – che il sindacato chiede alle imprese il semplice rispetto delle regole nell’applicazione dei contratti di consulenza. Non abbiamo cioè aspettato la sentenza del Tribunale per criticare la crescente illegalità all’interno del mercato del lavoro, né vogliamo usare quella sentenza come una clava per distruggere l’istituto della collaborazione coordinata continuativa. In casa sindacale non c’è alcun tabù contro gli strumenti di flessibilità occupazionale, tanto è vero che nell’ultimo contratto del settore industria esiste uno specifico capitolo che fissa una serie di regole precise che disciplinano consulenze, assunzioni interinali e distacchi. Il problema è che troppe aziende fanno finta che queste regole non esistano. Il caso sollevato dalla Federazione Industria purtroppo non è un singolo episodio, ma un’abitudine diffusa per certe imprese. Molte aziende infatti assumono con contratti di consulenza decine e decine di impiegati, magazzinieri, commesse, in barba all’accordo contrattuale che porta la firma anche dell’Anis. Ricordiamo infine all’Associazione Industriali che la recente sentenza del magistrato del lavoro sui contratti di consulenza afferma in modo chiarissimo che quel contratto ha valore di fonte normativa. Altro che semplice episodio di cronaca giudiziaria”. |
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