Il rinvio dell’approvazione in Consiglio Grande e Generale del PdL sulla Famiglia ha provocato qualche malumore, soprattutto nelle neo mamme e coloro in procinto di diventarlo. Un ritardo per il quale anche le Organizzazioni Sindacali CDLS, CSdL e USL, hanno chiesto alla politica di affrettare i tempi per la sua approvazione, inserendolo nei commi iniziali della prossima seduta consigliare. Se ne riparlerà a settembre, come ha precisato il Segretario Stefano Canti, che ha rassicurato sui tempi.
Resta tuttavia da capire la questione retroattività. In una nota la Segreteria di Stato per la Famiglia ha precisato che “potranno beneficiare degli incentivi introdotti solo coloro che al momento dell’entrata in vigore della legge possiedono i requisiti per accedervi. Ogni istituto introdotto ha le sue caratteristiche e peculiarità per cui non c’è retroattività in senso specifico a eccezione del riconoscimento dell’aspettativa post-partum (oggi congedo parentale), che verrà conteggiata ai fini di progressione di carriera anche per coloro che ne hanno usufruito in passato”.
La stessa Segreteria, a precisa richiesta del gruppo di mamme che ha lanciato l’appello, avrebbe confermato la retroattività al 1 gennaio 2026, come concordato con le Organizzazioni Sindacali.
Ora si auspica una veloce approvazione del provvedimento. Molte famiglie, infatti, attendono da lungo tempo risposte alle loro necessità, a una migliore conciliazione dei ritmi di vita e lavoro, per vedere l’attuazione quanto prima degli interventi previsti.