Lavori Usuranti: nel terzo approfondimento scopriamo la proposta CDLS per San Marino

23 Luglio 2026

Il dibattito europeo sul tema dei lavori usuranti mostra con sempre maggiore chiarezza come la tutela dei lavoratori esposti a condizioni di particolare gravosità non possa più essere affrontata esclusivamente attraverso strumenti di pensionamento anticipato.

Le esperienze sviluppate in diversi Paesi europei evidenziano infatti la necessità di costruire sistemi più articolati, capaci di integrare tutela previdenziale, prevenzione sanitaria e qualità dell’organizzazione del lavoro.

Anche la Repubblica di San Marino, attraverso l’articolo 38 della Legge n.157/2022, aveva impegnato il Congresso di Stato a elaborare, entro dodici mesi dall’entrata in vigore della normativa, una disciplina per il riconoscimento del diritto al pensionamento anticipato di vecchiaia per i lavoratori impegnati in mansioni usuranti.

A distanza di oltre tre anni dall’approvazione della legge, tale intervento non risulta tuttavia ancora attuato. Un ritardo che rende necessario riaprire il confronto pubblico e istituzionale sul tema, anche alla luce dell’evoluzione delle politiche europee in materia di salute occupazionale e tutela previdenziale.

Per la CDLS, l’esperienza comparata mostra come i modelli più avanzati stiano progressivamente superando approcci rigidamente fondati sulle sole categorie professionali, orientandosi invece verso sistemi basati sull’analisi concreta dei fattori di rischio presenti nell’attività lavorativa.

In questa prospettiva, la proposta della Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinesi è quella di sviluppare anche nella Repubblica di San Marino un sistema che fondi la definizione di lavoro usurante sulla base delle differenti dimensioni dell’usura lavorativa alle quali un lavoratore o una lavoratrice fa fronte durante l’intera carriera lavorativa, garantendo un approccio preventivo.

L’usura lavorativa non riguarda infatti esclusivamente la fatica fisica, ma comprende anche l’esposizione prolungata a fattori di rischio psicosociale, organizzativo e ambientale: ritmi produttivi intensivi, lavoro notturno, turnazioni continue, stress lavoro-correlato, ripetitività delle mansioni, esposizione a rumore, vibrazioni, temperature estreme o sostanze potenzialmente dannose per la salute.

Particolarmente interessanti risultano, in questa prospettiva, i modelli europei fondati su meccanismi di accumulo progressivo di diritti, come il Compte Professionnel de Prévention (C2P) francese, che consente ai lavoratori esposti a condizioni usuranti di maturare tutele utilizzabili nel corso della carriera lavorativa attraverso strumenti di riduzione dell’orario, riqualificazione professionale, ricollocamento o accesso anticipato al pensionamento.

Un approccio di questo tipo consentirebbe di sviluppare strumenti di tutela non limitati esclusivamente all’uscita anticipata dal lavoro, ma orientati anche alla prevenzione del deterioramento delle condizioni di salute e alla riduzione dell’esposizione ai fattori di rischio nel corso della vita lavorativa.

Allo stesso tempo, la costruzione di una disciplina efficace richiederà strumenti permanenti di monitoraggio, raccolta ed elaborazione dei dati relativi all’esposizione ai rischi lavorativi, così da costruire nel tempo una base tecnica adeguata alla definizione delle platee interessate e alla valutazione della sostenibilità complessiva del sistema.

Per la CDLS, fondamentale dovrà inoltre essere il coinvolgimento delle parti sociali e della contrattazione collettiva, così da garantire maggiore adattabilità rispetto alle specificità dei diversi settori produttivi e dell’evoluzione del mercato del lavoro.

La Repubblica di San Marino ha oggi l’opportunità di sviluppare un modello moderno ed equilibrato, capace di integrare tutela previdenziale, prevenzione sanitaria e qualità dell’organizzazione del lavoro, superando approcci esclusivamente compensativi o rigidamente categoriali.

Una futura disciplina sui lavori usuranti dovrebbe quindi, per la Confederazione Democratica, configurarsi come parte integrante di una più ampia politica del lavoro e sanitaria, orientate non solo a garantire maggiore equità previdenziale, ma anche a promuovere modelli organizzativi più sostenibili, condizioni di lavoro maggiormente compatibili con la salute e la dignità delle persone ed un approccio preventivo alla sanità.

Lo studio completo sul tema dei lavori usuranti e la proposta elaborata dalla CDLS sono consultabili sul sito.