Salari: da giugno nuove regole in Europa, la trasparenza parte dall’assunzione

27 Maggio 2026

I candidati che partecipano a una selezione per un posto di lavoro avranno il diritto di conoscere la retribuzione iniziale o la fascia salariale nella quale rientra la posizione. Il dato dovrà essere indicato negli annunci e nei bandi con i quali sono comunicate le opportunità di lavoro. Inoltre, sarà vietato chiedere al candidato o alla candidata quanto guadagnava nel precedente impiego.

Ecco cosa cambia per il mondo del lavoro europeo, con l’entrata in vigore, a giugno, del decreto di recepimento della direttiva Ue 2023/970 sulla trasparenza salariale. La direttiva ha l’obiettivo di rafforzare l’applicazione della parità retributiva tra uomini e donne, per uno stesso lavoro o per un lavoro «di pari valore», proprio attraverso la trasparenza salariale.

L’Italia è tra i primi in Ue a recepire la direttiva, insieme alla Slovacchia: la bozza di decreto legislativo di attuazione è stata approvata in via definitiva dal Consiglio dei ministri il 30 aprile. Mentre gli altri Paesi europei sono ancora alla fase di elaborazione delle norme attuative

Il divieto di chiedere ai candidati la retribuzione precedente, secondo gli esperti del settore, servirà a non perpetuare eventuali condizioni di svantaggio, soprattutto per le lavoratrici. L’altra novità immediatamente applicabile – come riporta il Sole24ore – sarà la possibilità per i lavoratori dipendenti di chiedere al datore e di ricevere per iscritto entro due mesi le informazioni sui livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, delle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro (mansioni identiche) o un lavoro di pari valore (mansioni comparabili).